Letteratura

E-leggiamo: un voto per promuovere la lettura

Marina Petruzio
17 febbraio 2013

In questo periodo sta girando in rete un documento a parer mio molto interessante: vorrei condividerlo con voi, e poi, se vorrete, mi darete il vostro parere.
L’ho ricevuto via mail da Giovanna Malgaroli, “Nati per Leggere” e “AIB (Associazione Italiana Biblioteche)”, e già in molti lo abbiamo condiviso tra gli amici ed anche sui social network.
Non è un documento politico – tengo a sottolinearlo –, non ha colore, è una semplice richiesta di cittadini ai futuri governanti, indipendentemente dal loro credo. E’ un documento a difesa di un bene comune ma a volte sottovalutato: il libro e la lettura in quanto mezzi della cultura pubblica.
Documento che, se da una parte mette in luce la situazione a cui siamo arrivati, al punto di dover chiedere non solo di non toccare, ma anzi di ridarci la nostra cultura, il diritto a questa ed i mezzi appropriati per sostenerla, dall’altra ci fa capire quanto il disagio culturale sia diffuso e la cultura pubblica un’esigenza imprescindibile.
Le prime richieste che l’Associazione Forum del Libro, promotrice di questa iniziativa, organizza in cinque punti base riguardano la scuola, la tutela delle biblioteche e della figura del bibliotecario scolastico: oggi, laddove esistono ancora, le biblioteche scolastiche sono gestite da genitori che offrono il loro tempo pur di mantenere un bene così importante, consapevoli che questo sia parte fondamentale del processo formativo degli studenti. In biblioteca il libro è condiviso, è un bene comune con tutte le valenze, anche educative, che questo implica.
E di conseguenza incontriamo, al secondo punto, l’importanza delle biblioteche territoriali ad uso di tutti i cittadini appartenenti a qualsivoglia etnia, religione o livello sociale, all’interno delle quali ogni persona può trovare non solo momenti di lettura personale ma anche condivisa, attività culturali, confronto, il conforto della presenza di altre persone e la figura del bibliotecario come fonte primaria di notizie, consulente, promotore di letture ed attività.
Si chiedono librerie di qualità, librerie di quartiere che possano operare sul territorio e siano un riferimento per chi ci abita, all’interno delle quali trovare la più vasta gamma di libri e di editori, grandi e piccoli, che creando sinergia con biblioteche e scuole possano dar vita ad iniziative efficaci di promozione della lettura da 0 a 99 anni ed anche oltre!
E non viene trascurata la possibilità di leggere in rete come forma di massima e rapida diffusione della pratica della lettura; si sottolinea però la necessità di creare un sistema all’interno del quale, a mezzo di leggi apposite richieste, vengano garantiti i diritti degli autori, il pluralismo delle voci e dei soggetti, la possibilità di creare spazi condivisi di lettura e di discussione e la difesa della bibliodiversità.
Per tutto questo viene chiesto un vero e proprio piano per la lettura articolato, che includa finanziamenti opportuni ed aggiornamenti annuali per farne un vero e proprio strumento di divulgazione della cultura.

Questo documento è promosso da oltre 400 firmatari tra cui Andrea Camilleri, don Luigi Ciotti, Roberto Saviano, Dacia Maraini, Pietro Mennea, Giuseppe Tornatore, Margherita Hack per citarne solo alcuni.
Oltre 50 candidati di differenti schieramenti politici si sono impegnati ad assumere concrete iniziative in tal senso.
Ed attraverso l’Associazione Librai Italiani il 24 Febbraio le librerie sul territorio nazionale resteranno aperte come primo segno di promozione del documento e della lettura.
Ad oggi, 15 Febbraio, alle ore 11, hanno sottoscritto il documento 3507 persone.
Ora non mi resta che invitarvi a leggere il documento, e a sottoscriverlo qui.

Ovviamente attendo tutti i vostri commenti in merito!

Marina Petruzio


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