Letteratura

E Penelope si arrabbiò

Maria Stella Gariboldi
25 maggio 2014

letteratura1

Nella vita di coppia – di tutte le coppie – ci sono momenti in cui qualcosa inizia ad andare storto. Crisi, confusione, sbandate e dimenticanze: comunque li si voglia chiamare, prima o poi, i periodi di difficoltà arrivano sempre.

Anche nella vita di due coniugi felici, saldi nel loro matrimonio, come Anna e Carlo: lei stylist di servizi fotografici, lui cardiochirurgo di fama, due figli adolescenti, una vita ricca e piena. Fino a che il sesto senso della moglie inizia a pizzicare, ad avvertire che qualcosa non funziona.

La rivelazione suona buffa, con le espressioni a cui ci ha abituato la comunicazione contemporanea: “Sì Anna, mi sto messaggiando con una“.‎ Un “robetta” di nessuna importanza, un flirt giovane per sentirsi ancora giovani, è la giustificazione di Carlo.

carla_signoris

La situazione è antica: già Penelope aspettò ad Itaca per vent’’anni il ritorno dello sposo, insidiata dai Proci, mentre Ulisse nei suoi viaggi se la vedeva con Circe, Calipso e Nausicaa. E se Penelope si fosse stancata di tessere e disfare la sua tela attendendo un marito farfallone?

La “pluriventicinquenne” Carla Signoris dice la sua su matrimonio e infedeltà nel romanzo E Penelope si arrabbiò. Dopo Ho sposato un deficiente e Meglio vedove che male accompagnate, torna a rivolgersi alle donne con ironia, anche quando si affronta un tema così delicato come il tradimento.

Spalleggiata dal coro greco delle amiche schiettissime e vivaci, Anna deve scegliere se praticare la pazienza e scommettere sul suo rapporto. Come il suo archetipo mitologico, che scelse l’’attesa e il sacrificio nella certezza di essere destinata a stare con Ulisse.

Maria Stella Gariboldi
“E Penelope si arrabbiò” di Carla Signoris, Rizzoli, pp. 140


Potrebbe interessarti anche