Cinema

E se cambiassi posto?

Giorgio Raulli
2 agosto 2013

1

Prima che inizi il ricevimento di nozze, Eric (Lannick Gautry) e Marie (Louise Monot) fanno cadere i segnaposti su un tavolo: frettolosamente riposizionati a casaccio, gli invitati verranno coinvolti in storie simili ma diverse a seconda del posto a sedere assegnatogli. Gli altri protagonisti sono David (Arié Elmaleh), aspirante fotografo, Pierre (Franck Dubosc), chirurgo pluri-fedifrago, la moglie nevrotica Catherine (Elsa Zylberstein), Marjorie (Audrey Lamy), sorella della sposa, Edith (Shirley Bousquet) e il marito Arnaud (Mathias Mlekuz).

2

La regista Christelle Raynal ha una lunga esperienza del mondo pubblicitario, e Se sposti un posto a tavola segna il suo esordio al cinema. Con non molta originalità, il film affronta il tema del “cosa sarebbe successo se”, puntando su una comicità un po’ demenziale in pieno stile americano: i personaggi sono vere e proprie maschere, delle caricature divertenti ma forse troppo stereotipate, rispettando l’evidente intenzione registica di non approfondire nemmeno un minimo le psicologie dei vari protagonisti.

3

L’idea alla Sliding Doors si accompagna bene al ritmo veloce della commedia, passando da una “realtà” all’altra con abilità, ovviando agli sbadigli che la ripetitività di certe situazioni potrebbe provocare negli spettatori. Il film purtroppo non riesce a sviluppare quell’intelligenza cui siamo stati abituati da molte commedie francesi. La romantica morale, sempre valida ma che effettivamente può risultare trita e ritrita, ci vede sempre artefici del nostro destino, e quando la casualità si intromette facendocela dimenticare, dobbiamo essere consapevoli che in fondo una scelta c’è sempre.

Se sposti un posto a tavola non è certamente il miglior film dell’anno, non ha molto spessore, non fa riflettere con risate a denti stretti, una trama intricata o dialoghi brillanti, ma la sua allegria e leggerezza invitano per un attimo a dimenticarsi delle pellicole sfornate con lo stampino che ci stanno arrivando da Hollywood in queste settimane.

Giorgio Raulli


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