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E’ solo un rock ‘n’ roll show

staff
28 novembre 2011


Tra la fine degli anni ’40 e l’inizio dei ’50, quel ciclone culturale chiamato rock’n roll, esplode con tutta la sua forza in USA e poi in Europa. E’ però nel decennio successivo che questo sottogenere della “popular music” raggiunge la sua massima notorietà: il suo travolgente impatto sociale lo portò ad assumere una forma un po’ più generica ed internazionale, che prese il nome di “musica rock”.
Ma la parola “rock ‘n roll” va ben oltre la designazione di un semplice stile musicale: come si vede nei film, in televisione, ma soprattutto in passerella, ha influenzato lo stile di vita, la moda, gli atteggiamenti e i linguaggi di milioni di persone.
Ad esempio, una delle prime forme di rock’n roll sviluppatasi negli anni ’50 è il rockabilly. Il suo stesso nome venne utilizzato per delineare un certo modo di vestire: i sostenitori di questa corrente, conosciuti come “rockabillies” o “billys”, erano subito individuabili grazie al loro particolare abbigliamento che si ispirava allo stile dei musicisti dell’epoca. Pantaloni e magliette colorate, cappotti con il collo alzato, le famose scarpe “brothel creeper” e, naturalmente, jeans Levi’s e giacche da motociclisti erano, in questo caso, dei veri e propri must.
Con l’avanzare del tempo il rock style non si è affatto perso, anzi, mai come in questo ultimo periodo le passerelle hanno risentito dell’influenza di questa corrente. I capisaldi, dei veri e propri evergreen, rimangono: gilet e giubbotti in pelle lucida, pantaloni skinny in cuoio o jeans effetto seconda pelle, capi effetto flash in rosso (come quelli proposti da Balmain) e naturalmente teschi e borchie.
Attualmente, questi ultimi due elementi sono veri e propri protagonisti dello stile rock: incontrastati e soprattutto intramontabili, teschi e borchie rimangono dei classici nello stile dei bad boys e delle bad girls. Vengono però reinterpretati e reinseriti nella moda contemporanea: il loro lato aggressivo e un po’ fetish acquista così una ricercatezza originale e un’ eleganza del tutto nuova.
Valentino Garavani, ad esempio, riscopre il suo personale lato rock applicando borchie agli accessori più svariati, senza mai perdere l’eleganza che lo ha sempre caratterizzato. Alexander MCQueen e Philipp Plein, invece, rimangono concentrati sui loro famosi teschi, che vanno ad impreziosire foulard, anelli, gilet, bracciali e pumps.

 

Stefania Riba


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