Il mio punto di vista

Ecco a voi le super mamme Roberta Castelli e Marcella Beccaria

staff
30 settembre 2012

Mie care lettrici benvenute!
Eccoci al secondo appuntamento con Mamme in Carriera, puntata andata in onda lo scorso 26 settembre su Easybaby, canale 137 di Sky.
Questa volta ho voluto incontrare nel mio salotto due amiche, entrambe imprenditrici e mamme, che come molte di noi hanno dovuto imparare a trovare quel difficile equilibrio tra gli impegni dalla loro splendida carriera e l’arrivo dei loro amatissimi bimbi.

Roberta Castelli ha avuto una lunga esperienza di responsabile marketing in una multinazionale, ma dopo la nascita di Virginia e di Ludovica ha avuto la brillante idea di aprire assieme al marito Creattiva, famosa società di comunicazione – non lo trovate anche voi un nome magnifico?

Marcella Beccaria è invece un’affermata storica d’arte contemporanea, che ha lavorato presso l’Institute of Contemporary Art di Boston, per poi diventare Curatrice al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in Piemonte; la maternità l’ha portata a implementare la sua attività di curatrice indipendente e di scrittrice.

Entrambe hanno cercato di conciliare il loro nuovo ruolo di mamme con le loro rispettive carriere, e questo le ha portate a scegliere di ritagliarsi degli spazi di lavoro che fossero maggiormente compatibili con i loro impegni familiari. Ma Roberta e Marcella non rappresentano un caso isolato: sono infatti in molte le donne che dopo la maternità decidono di cambiare attività o comunque di modificarla.
Convivere con i tempi “costretti” di una carriera da dipendente, essere al servizio di un’azienda che non sempre – per non dire quasi mai – riesce a venire incontro alle necessità di una donna di famiglia, è spesso un problema che porta ad essere insoddisfatte sia come mamme che come lavoratrici. Sentirsi “messe in panchina” perchè si è mamme, oppure essere costrette a ricordare a qualche collega maschio che la maternità non è un’alternativa rispetto alla capacità di impegnarsi nel lavoro diventano dei grossi problemi per molte di noi.
Che poi, come ci ricorda Marcella, laddove dovesse accadere questo tipo di discriminazione, dobbiamo dispiacerci più per gli altri che per noi stesse: essere mamme non vuole affatto dire essere meno pronte a mettersi in gioco, anzi significa essere delle persone più complete!
La ricerca di una maggiore autonomia professionale diventa infine la risposta a questi bisogni.

La rincorsa frenetica del tempo è il problema fondamentale di tutte le mamme in carriera, ecco allora qualche piccolo segreto e spunto pratico che mi hanno confidato le mie ospiti:
Roberta ammette che tutto non si può fare, e dunque bisogna darsi delle priorità e fare ciò che si riesce al meglio, senza sentirsi per forza in obbligo di dover essere sempre presenti, magari col rischio di abbassare la qualità sia del lavoro che della presenza in famiglia. Altro punto fondamentale è sapersi organizzare, programmando il più possibile – beh, insomma, ci si prova!
Marcella ha invece trovato una soluzione ottimizzando il tempo da dedicare al lavoro: non procrastinare, fare tutto quello che si può fare, e farlo bene, il più velocemente possibile aiuta a risparmiare tempo ed energie. Altra strategia che adotta è quella di coinvolgere nelle sue passioni, per quanto possibile, la piccola Elettra: la porta con sè agli opening delle mostre, chiede la sua opinione, la fa interagire con il mondo dell’arte, insomma, la rende partecipe degli aspetti ludici del suo lavoro.

Questo è secondo me fondamentale: come ho già detto altre volte, penso che la realizzazione personale di una donna sia un elemento importante anche nell’essere una buona madre. Un lavoro che ci rende più autonome e che ci soddisfa ci rende delle persone migliori, e dunque anche delle mamme migliori. Una mamma che fa carriera in quanto mamma sicuramente proietta un’immagine positiva di genitore.
Secondo Marcella, poi, questo modello aiuta i bambini anche ad essere più autonomi, dà loro degli stimoli, li fa crescere in maniera più sana.
E a questo proposito, ecco una splendida citazione di Hilary Clinton: “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio”. Diventa dunque importantissimo sviluppare anche i lagami che vanno oltre il nucleo familiare ristretto. Nonni, zii e parenti giocano un ruolo fondamentale sia nel problema della gestione del tempo, che nello sviluppo intellettuale dei nostri piccoli.
E nel caso in cui la rete familare venisse a mancare, come nel caso della nostra Roberta, allora bisogna ingegnarsi: lei ha cercato di ricreare questo tessuto di affetti con l’aiuto di una tata, ma anche attraverso gli amici e soprattutto il quartiere. La scuola, i circoli sportivi, le altre mamme e le altre famiglie sono un ottima occasione di crescita, ma anche un mezzo sicuro che permette a noi tutte di sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione.

E se poi arriva la variabile X a far crollare tutti i programmi e tutte le nostre organizzazioni…ecco allora che una bella squadra di supporto ci salva la giornata.

Come al solito vi lascio con una rosa in onore della mia Rosyana…alla prossima puntata e non dimenticatevi di scrivermi le vostre opinioni e le vostre richieste!

A settimana prossima,
Gabriella Magnoni Dompé

 

 

 

A cura di Virginia Grassi