Fotografia

Edward Burtynsky. Acqua Shock

Valentina Garola
9 settembre 2015
Delta del fiume Colorado n. 2 San Felipe, Bassa California, Messico 2011
© Edward Burtynsky / courtesy Admira, Milano

Delta del fiume Colorado n. 2 San Felipe, Bassa California, Messico 2011
© Edward Burtynsky / courtesy Admira, Milano

Talete diceva: “Non l’uomo, bensì l’acqua è la realtà delle cose” e proprio a questo elemento, essenziale per noi, è interamente dedicata la nuova mostra “Edward Burtynsky. Acqua Shock” ospitata a Palazzo della Ragione Fotografia di Milano fino al 3 Novembre, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo della Ragione, Civita, Contrasto e GAmm Giunti in collaborazione con Admira.

Edward Burtynsky, grande fotografo canadese di fama internazionale, da sempre documenta gli effetti del nostro progresso sul pianeta. Durante le sue ricerche e i suoi lunghi viaggi ha scoperto e raccontato realtà apparentemente lontane, ma strettamente collegate al futuro del genere umano. In questi ultimi anni ha focalizzato il suo studio sulla primaria fonte di vita sulla terra: l’acqua, il lavoro che ha poi dato origine ad Acqua Shock.

Aridocoltura n. 2 Regione dei Monegros, Aragona, Spagna 2010 © Edward Burtynsky / courtesy Admira, Milano

Aridocoltura n. 2 Regione dei Monegros, Aragona, Spagna 2010 © Edward Burtynsky / courtesy Admira, Milano

L’esposizione raccoglie 60 fotografie divise in sette capitoli: Golfo del Messico, Devastazioni, Controllo, Agricoltura, Acquacoltura, Rive, Sorgenti, con un’ analisi di tutti gli aspetti connessi all’origine e all’utilizzo dell’acqua, dal delta dei fiumi ai pozzi a gradini, dalle colture acquatiche alle irrigazioni a pivot centrale, dai paesaggi disidratati alle sorgenti indispensabili.

Come sostiene Enrica Viganò, la curatrice: “Le sue immagini dovevano diventare la metafora dell’irrisolta antinomia tra uomo e natura, dove il primo prende dalla seconda ciò che gli serve per migliorare la qualità della vita, ma inevitabilmente ne causa anche il deterioramento.” Infatti Burtynsky esplora e riporta indietro “qualcosa che il mondo non aveva mai visto prima”. Ogni sua fotografia è uno spettacolo di colori che poi si rivela essere una triste immagine: Burtynsky ci invita alla riflessione, dopo aver incantato il nostro sguardo con il fascino del sublime”.

Fiume Olfusá n. 1 Islanda 2012 © Edward Burtynsky / courtesy Admira, Milano

Fiume Olfusá n. 1 Islanda 2012 © Edward Burtynsky / courtesy Admira, Milano

Il fotografo cattura col suo obiettivo fiumi rossi delle scorie di nichel, le bianche sabbie imbevute di petrolio, i residui di uranio che rinsecchiscono gli alberi, la rottamazione delle grandi navi eseguita da piccoli uomini, le tantissime persone che devono evacuare da antichi villaggi per lasciare posto alla diga più grande del mondo, gli ammassi immensi di vecchi pneumatici, le miniere di rame e le miniere d’argento, le cave di marmo e le montagne dei residui delle acciaierie e altri “spettacoli” di questo tipo. Come le miniere di fosforo, i cui residui finiscono nelle acque, alimentano le alghe che tolgono ossigeno e atrofizzano l’acqua stessa, ma creano dei meravigliosi specchi azzurri che fotografati incantano lo sguardo con magici cromatismi prima di rivelare la loro terrificante verità. Burtynsky ha dedicato la propria arte anche ad immortalare gli estuari del Sacramento e del Colorado ormai disidratati che lasciano giochi di linee e colori che ci appaiono parte di un quadro, ma che sono in realtà un chiaro segnale dell’incombente pericolo del nostro persistente abuso delle acque dei grandi fiumi.

“Dobbiamo imparare a pensare più a lungo termine alle conseguenze di ciò che stiamo facendo, mentre lo stiamo facendo – racconta il fotografo – La mia speranza è che queste immagini stimolino un pensiero rivolto a quegli elementi essenziali per la nostra sopravvivenza che spesso diamo per scontati, finché non scompaiono.”

Il messaggio è uno solo: “Ciò che diamo al futuro sono le scelte che facciamo oggi”.

 

“Edward Burtynsky. Acqua Shock”
3 settembre – 1 novembre 2015
Palazzo della Ragione Fotografia
Milano, Piazza Mercanti, 1
Orari: martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30. Chiuso lunedì
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Informazioni: + 39 0243353535
www.palazzodellaragionefotografia.it


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