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Cinema

Edward e Wallis

staff
8 giugno 2012

“W.E. – Edward e Wallis” racconta la difficile e scandalosa storia d’amore tra il re d’Inghilterra Edoardo VIII (James D’Arcy) e l’americana divorziata Wallis Simpson (Andrea Riseborough), per la quale il sovrano abdicò in favore del fratello nel 1936. La trama si intreccia inoltre con la vita di Wally Winthrop (Abbie Cornish) alla fine del 1990: è una ricca donna di Manhattan, ossessionata dalle case d’asta per beni dei Windsor, e resta fulminata dall’incontro con la guardia di sicurezza Evgeni (Oscar Isaac), per cui subito sente un’attrazione irresistibile.
Alla sua seconda regia, Madonna  è anche autrice della sceneggiatura insieme ad Alek Keshishian; è stata evidentemente affascinata dalla Simpson per molti anni, il che la porta chiaramente a nascondere sé stessa dietro la giovane Wally, contraltare moderno della quasi omonima Wallis, così risolutamente appassionata delle vicende della coppia “W.E.”, benché sia ormai alle porte del duemila.
Tovaglie e candelieri d’epoca, portasigarette, cristalli e argenteria sono tutti feticci per questo personaggio, e lo stesso per Madonna si riflette nella meticolosa attenzione per i dettagli: il risultato è un film elegante, ambizioso ma purtroppo anche monotono; sebbene oltre la scenografia anche il casting per i personaggi storici sia convincente, sembra che i protagonisti siano rimasti sospesi per anni all’interno di una bolla, lui come l’uomo che rinunciò al trono dell’Impero Britannico e lei, come una regina dello scandalo.
E soprattutto il collegamento tra le due trame – quella inglese e quella più moderna americana –  non appare realmente indispensabile. Inoltre “la regina del pop” ha scelto di sorvolare su quegli aspetti sgradevoli della vicenda reale, tra cui le voci di lunga data che i due fossero simpatizzanti nazisti, concentrandosi esclusivamente sulle conseguenze della loro storia d’amore. Come regista, Madonna ha un buon potenziale, chiaramente ha occhio per la bellezza, e si può facilmente notare l’influenza ricevuta, oltre che dai classici come Fellini o Godard, anche dall’ex marito Guy Ritchie. È un grande film? No, non lo è, ma nemmeno disastroso come annunciano i critici della cantante. Probabilmente col tempo e con maggiore esperienza nel campo registico, Madonna riuscirà a brillare come un “Ray of Light”.

 

Giorgio Raulli


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