Arte

Edward Hopper il gigante a Bologna

Elisa Monetti
26 marzo 2016
copertina

Edward Hopper – New York Interior

“Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere” – Edward Hopper
Bologna ringrazia l’ineffabilità e si aggiudica una mostra che, dati i precedenti di Roma e Milano, promette record: Edward Hopper sarà visitabile dal 25 marzo al 24 luglio a Palazzo Fava.
Una sessantina di opere prestate dalla ricchissima collezione del Whitney Museum of America Art di New York, istituzione che ha accompagnato i successi dell’artista sin dagli anni Venti e, per la fedeltà incrollabile, ha ricevuto in lascito dalla vedova del pittore 3000 opere.
La mostra, prodotta ed organizzata da Fondazione arisboGenus Bononiae. Musei nella Città e Arthemisia Group, raccoglie una retrospettiva completa sull’opera dell’artista: dai primi lavori parigini a quelli più maturi statunitensi che lo hanno consegnato alla storia come uno dei maestri del XX secolo.

Second Story Sunlight

Edward Hopper – Second Story Sunlight

Tra i tanti capolavori esposti, grandi nomi come South Carolina Morning, Second Story Sunlight e New York Interior, attimi che durano in eterno.
I curatori Luca Beatrice e Barbara Haskell hanno diviso l’allestimento in sei aree che ripercorrano la crescita dell’artista in ordine cronologico per mostrare come dagli studi d’illustrazione sia passato alla formazione presso la New York School of Art, seguita poi da tre illuminanti soggiorni europei, fondamentali per l’approdo allo stile con cui più comunemente ci si figura Hopper.
Una scelta tutt’altro che scontata ma estremamente efficace nel raccontare parallelamente l’evolversi del pennello di un artista in particolare e dell’arte americana in generale: creare, partendo da una matrice europea, uno stile nuovo, personale che non sia più importato ma di nascita americana.

South Carolina Morning

Edward Hopper – South Carolina Morning

Una storia di eredità nelle mani giuste, che ha consacrato la nascente arte americana. Imprescindibile è, ad esempio, il legame tra De Chirico e Hopper: le atmosfere sospese e i colori freddi si tramandano come di padre in figlio, lasciano però le piazze ferraresi dell’uno per trasferirsi nelle strade americane dell’altro. Altrettanto influente è il rapporto con il cinema che regala ai quadri prospettive e tagli del tutto inediti e rivoluzionari.
Un uomo con una formazione prestigiosa scolastica ed esperienziale, il primo capitolo della storia dell’arte firmata USA, un artista di conclamato successo in vita quanto in morte. Un carattere schivo e di poche parole, ma è proprio grazie a questa reticenza che l’arte può vantare un maestro di tale calibro.

 

Edward Hopper
25 marzo 2016 – 24 luglio 2016
Palazzo Fava, via Manzoni 2, Bologna
Orari: lunedì- domenica, 10:00 – 20:00


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