Egitto: Piazza Tahrir cerca la spallata

staff
25 novembre 2011


Piazza Tahrir ha lanciato una nuova, grande sfida alla giunta militare egiziana, nel giorno in cui il Consiglio supremo delle forze armate ha ufficializzato la nomina del tecnico Kamal Al-Ganzouri a premier “con pieni poteri” per formare un governo di salvezza nazionale.
A due giorni dalle controverse elezioni parlamentari, decine di migliaia di manifestanti – tra cui il premio Nobel per la Pace, Mohamed ElBaradei, accolto da un bagno di folla – si sono radunati nella capitale per il “venerdì dell’ultima possibilità”, invocando un passo indietro “immediato” della giunta. La folla ha poi tentato di bloccare l’accesso al palazzo del governo per impedire al neo-premier di entrare.
Inutili le rassicurazioni di Ganzouri, già premier sotto Hosni Mubarak quando portò avanti le liberalizzazioni e trattò con Banca mondiale e Fmi, circa l’impegno alla transizione democratica assunto dalla giunta: “Se pensassi che i militari vogliono mantenere il potere non avrei accettato la proposta”, ha sottolineato il primo ministro incaricato, aggiungendo che non sarà possibile costituire il nuovo esecutivo prima di lunedì, giorno di inizio delle legislative. L’economista Ganzouri ha sottolineato che gli sono stati conferiti “molti più poteri” dei passati primi ministri.
Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime delle proteste, con almeno 41 morti accertati e oltre duemila feriti. La Casa Bianca ha sollecitato “un pieno passaggio dei poteri” a un esecutivo civile, da realizzarsi “il più presto possibile” e “in un modo inclusivo che risponda alle legittime aspirazioni del popolo egiziano”. “Vado a Tahrir per esprimere il mio rispetto per i martiri.
Il loro sacrificio non sarà vano. Insieme vinceremo”: così stamane ElBaradei, candidato alle presidenziali del prossimo anno, scriveva su Twitter prima di giungere nella piazza simbolo della rivolta democratica, dove ha preso parte alla preghiera di mezzogiorno.
L’ex direttore dell’Aiea – che mercoledi’ aveva denunciato il “massacro” in corso e l’uso di gas nervino contro i civili – è stato letteralmente accerchiato dalla folla di sostenitori. L’opposizione laica ha organizzato sei cortei distinti diretti verso piazza Tahrir. Con i manifestanti si e’ schierato Ahmed al-Tayyeb, l’imam di Al-Azhar, l’università più importante dell’Islam sunnita. Al-Tayyeb, che a gennaio fu criticato per il fiacco supporto alla rivoluzione contro Mubarak, ha addirittura spedito un messaggero in piazza per far sapere che “prega” per la “vittoria” dei manifestanti.
Grandi assenti a Tahrir, invece, i Fratelli Musulmani, che insieme ad altre organizzazioni islamiste hanno espresso sostegno all’operato della giunta militare, plaudendo alla decisione di non rinviare il voto, che li vede favoriti.

 

Fonte: Agi