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Elezioni digitali: cosa c’è da sapere

Marcello Vercesi
18 febbraio 2013

Tra pochi giorni milioni di persone saranno chiamate ad esprimere  la loro preferenza per l’insediamento del nuovo governo.

Ho deciso quindi, di affrontare il tema legato ad elezioni e digitale, di cui oggi purtroppo non si parla in misura equa.

Penso quindi sia utile, nell’ottica di un voto proiettato al futuro, fare un breve riassunto di quelle che sono le diverse posizioni dei partiti nei confronti dell’agenda digitale.

Il programma del Movimento 5 Stelle (M5S) è corposo in quanto a temi digital. Si legge infatti l’intenzione di abolire la legge Urbani (legge legata al mondo del copyright e del peer-to-peer), la riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni, il cancellamento del famoso digital divide e la diffusione obbligatoria dei servizi internet nelle scuole. Si parla anche del tema della cittadinanza digitale ottenibile di diritto al momento della nascita. Da tener presente anche l’intenzione di coprire tutta l’Italia con la rete ADSL (nel 2012, sarebbe cosa buona e giusta, ndr).

Il programma elettorale del PDL offre dal canto suo, un insieme di best practices. Molti i temi trattati: si spazia dalla scuola digitale, al libero accesso alle reti.

Presente anche in questo caso l’idea di estendere la banda larga a tutto il territorio, con però un punto di notevole interesse: l’impiego della fatturazione elettronica e la creazione del portale “Italia intelligente, il modello Italiano” dove raccogliere le migliori esperienze italiane e straniere.

Ultimo punto forte, la realizzazione del progetto “Open government e Open data avviata dal governo Berlusconi nell’ottobre 2011.

Mario Monti: Il professore punta tutto sulla digitalizzazione delle PA e sul concetto di Open Data. Nel suo programma per Scelta Civica di Mario Monti parla di “ritardo accumulato dall’Italia nello sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie ICT”.  Propone allora misure per una rapida digitalizzazione della pubblica amministrazione, in modo da ampliare il numero di cittadini che interagiscono con gli uffici pubblici attraverso Internet. Anche in questo caso si parla di fatturazione digitale, a cui si sommano la produzione di certificati e il pagamento di servizi online, come ad esempio il ticket sanitario. Punto caldissimo, quello degli “open data: l’idea è quella di rendere tutti i dati della pubblica amministrazione accessibili e scambiabili on-line.

Risulta essere vago invece, il punto di vista del Partito Democratico (PD): Il programma evidenzia l’intenzione di creare una rete di piccole/medie imprese a supporto della comunicazione e del processo imminente di internazionalizzazione.

Si concentra poi sulla definizione di macro aree di investimento, ricerca ed innovazione verso le quali guardare per il futuro.

Molto sentito, il tema della ricerca tecnologica applicata alla mobilità sostenibile, al risparmio ed efficienza energetica, alla salute.

Il programma di Fare per fermare il declino, non tratta i temi dell’agenda digitale in maniera diretta, ma preferisce renderlo “fil rouge” in tutti e dieci i punti del programma, andando così a migliorare  i settori della Sanità, della Giustizia, e favorendo tagliare la spesa pubblica.

Il movimento Rivoluzione Civica di Antonio Ingroia definisce così l’agenda digitale: “L’agenda digitale è un provvedimento che segue le direttive europee sulla necessità di sviluppare il comparto della ITC. In Italia, al contrario di tanti altri paesi, vi è ancora un enorme ritardo nell’accesso alla banda larga e questo perché la rete, l’infrastruttura Telecom di base, è molto vecchia in ampie zone del Paese. Occorre mettere in sicurezza l’infrastruttura di rete considerandola come “bene comune” di interesse nazionale e favorire investimenti per la sua modernizzazione in modo da facilitare la diffusione a tutto campo. Parallelamente è importante portare avanti le  tante azioni previste dall’Europa per abbassare il digital divide“.

In conclusione, vi invito a tener presente il tema del digitale nella vostra scelta elettorale: troppe volte è passato in secondo piano, contribuendo al declino a cui stiamo assistendo negli ultimi anni.

Marcello Vercesi


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