Cinema

Elisa Sednaoui inaugura il Festival di Venezia 2015

Giorgio Raulli
3 settembre 2015

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Nella serata di ieri si sono accesi i riflettori sulla laguna veneziana, aprendo il sipario della 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica diretta dal critico Alberto Barbera.

Madrina di quest’anno è l’attrice italiana Elisa Sednaoui, vista recentemente nella commedia Soap opera di Alessandro Genovesi, mentre la giuria della sezione ufficiale è composta da nomi noti anche al grande pubblico, come il regista premio Oscar Alfonso Cuarón (presidente), Elizabeth Banks, Diane Kruger e il regista Francesco Munzi.

Ad inaugurare la kermesse, l’ultimo lungometraggio del regista islandese Baltasar Kormákur: Everest è ispirato agli eventi verificatisi 20 anni fa durante un tentativo di scalata, in cui due spedizioni – ciascuna composta da 3 guide, 8 clienti e alcuni sherpa – furono colte da una terribile tempesta durante la discesa. Il cast stellare di questa pellicola include Jake Gyllenhaal (nei panni della guida Scott Fischer), Keira Knightley, Jason Clarke, Robin Wright, Josh Brolin, Sam Worthington e Emily Watson. Una storia tragica di sopravvivenza, ma anche di relazioni interpresonali e di amore/ossessione per la grandezza della natura. Il film sarà disponibile nel resto delle sale italiane dal 24 settembre.

Nella giornata di oggi, 3 settembre, nella Sala Grande verranno proiettati i primi due film in concorso: Looking for Grace di Sue Brooks, e Beasts of No Nation di Cary Fukunaga; nel primo si racconta la storia della sedicenne Grace (Odessa Young) che, scappata di casa, costringe i genitori Dan e Denise (Richard Roxburgh e Radha Mitchell) a cercarla attraverso l’Australia occidentale insieme a un investigatore privato. Una storia drammatica che esplora le varie emozioni umane attraverso un viaggio, non solo fisico, che aprirà gli occhi ai protagonisti, ma che riuscirà anche a confonderli ancora di più.

La pellicola statunitense Beasts of No Nation è invece tratta dal romanzo omonimo di Uzodinma Iweala; si tratta della tremenda vicenda del piccolo Agu (l’esordiente Abraham Attah) che, rimasto orfano per colpa dei guerriglieri, viene arruolato come bambino-soldato dal Comandante (Idris Elba). Una pellicola controversa, che contrappone il concetto di ribellione a quello di follia bellica, mostrando quanto una guerra possa distorcere e infangare ideali e innocenza.

Fuori concorso invece verrà proiettato nella Sala Grande il film diretto da Thomas McCarthy Spotlight: la storia, vera, di come alcuni giornalisti del Boston Globe hanno indagato sugli abusi dei preti pedofili; il gruppo di reporter, noto come “Spotlight Team”, si concentrò sull’arcivescovo Law, che insabbiò per anni i crimini. I giornalisti hanno vinto il premio Pulitzer per il loro lavoro nel 2003, e sullo schermo sono interpretati da Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Michael Keaton, Stanley Tucci, Liev Schreiber e Brian d’Arcy James. La classica pellicola americana che omaggia uno dei punti cardine della cultura statunitense, ovvero la forza del giornalismo d’inchiesta, che è poi strettamente connesso al senso di verità e giustizia di cui gli Stati Uniti si fanno da sempre portavoci (a torto o a ragione).

Il programma di domani, 4 settembre, invece prevede altri due film in concorso nella Sezione Ufficiale: il primo è Francofonia, del regista russo Aleksandr Sokurov, che ci mostra le sale e le opere del Louvre nel ’43, quando il capo dell’amministrazione nazista (Benjamin Utzerath) e il direttore del museo (Louis-Do de Lencquesaing) discutevano del destino delle bellezze del museo. Una storia particolare e interessante, che mette in scena il rapporto spesso conflittuale fra arte e potere, il sempre incerto destino di opere inestimabili durante una guerra, l’importanza che ha l’arte sulla nostra vita.

La seconda pellicola invece racconta la storia di Marguerite Dumont (Catherine Frot), una ricca donna francese che ogni anno ospita eventi a favore di una grande causa, a cui partecipa un gruppo di appassionati di musica. Marguerite si esibisce nel canto, la sua passione: ma nonostante il suo entusiasmo, è terribilmente stonata; nessuno del pubblico però è in grado di dirle la verità, e tutti le fanno credere di avere del talento. Quando un giornalista decide di lodare in un articolo l’esibizione di Marguerite, la donna trova il coraggio di perseguire il suo sogno fino in fondo. Marguerite, di Xavier Giannoli, trae ispirazione dalla vita della soprano statunitense Florence Foster Jenkins, vissuta tra la fine dell’800 e metà degli anni ’40, celebre per la sua completa mancanza di doti canore.

Fuori concorso è il thriller drammatico Black Mass – L’ultimo gangster (di Scott Cooper), sul criminale Whitey Bulger (Johnny Depp) e sulla banda malavitosa Winter Hill Gang, di cui era a capo a metà degli anni ’70; il film mostra come l’agente federale Connolly (Joel Edgerton) convinca Bulger a collaborare con le autorità per fermare l’ascesa al potere di una famiglia mafiosa rivale. Un’alleanza che sfuggì di mano, e che permise a Whitey di consolidare il proprio potere su Boston. Nel ricco cast anche Benedict Cumberbatch, Dakota Johnson, Kevin Bacon, Peter Sarsgaard, Corey Stoll, Sienna Miller e Juno Temple.


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