Leggere insieme

Eloise

Marina Petruzio
30 luglio 2016

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Eloise è un albo di Kay Thompson, ora reperibile – purtroppo – solo in soft cover e rigorosamente in inglese, pubblicato per la prima volta nel 1955 da Simon & Schuster a New York.
Perché recensire un albo che non si trova spesso in libreria e così datato? Perché Eloise ha pieno diritto ad essere annoverata come la regina delle bambine monelle della storia della letteratura per l’infanzia. Di un’infanzia che a pieno titolo si ribella a un mondo così adulto, con regole che solo un adulto può comprendere e in un ambiente assolutamente ostile a un bambino, quale un albergo di gran lusso tra i più famosi al mondo, il Plaza Hotel di New York!
La premessa scritta sulla cover è questa: un libro per adulti precoci.All’interno, Eloise ci ricorda che ha 6 anni, è una ragazza di città e vive al Plaza.
E se non bastasse la premessa, la matita di Hilary Knight ci rende immediatamente irresistibile questa piccola canaglia..

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Beninteso, Eloise non è orfana, ha una mamma trentenne che vivrebbe al Plaza – di cui conosce il proprietario…il papà di Eloise? Nel qual caso non appare e mai viene citato – se non fosse che è sempre in viaggio. Per questo Eloise deve sempre tenersi pronta nel caso la mamma la mandi a chiamare per raggiungerla in qualche posto caldo, magari al mare. Una mamma che conosce personalmente Coco Chanel e ha un conto aperto da Bergdorf’s e un avvocato con il quale si reca ogni tanto in Virginia…
Eloise vive al 15°piano dell’albergo, altrimenti detto Top Floor, ha a disposizione giorno e notte una Nanny inglese con un grande sedere che si alza la mattina già stanca stanca stanca e che prima di chiamare la Room Service fa dei buffi esercizi facciali e che possiede ben otto forcine d’osso che sembrano essere l’unica cosa che le serva, santo cielo!, in questa vita.
A parte svegliarla nel cuore della notte abbagliandola con una torcia elettrica dopo aver passato un tempo indefinito nello stanzino buio a immaginarsi delle cose tremende per avere una scusa per ottenere attenzioni, coccole, parole dolci e…un lecca lecca, Eloise Ooooooooo ama assolutamente la sua Nanny!
Esattamente come ama la Room Service, il Plaza, guardare la TV – ovviamente se non guarda Howdy Doody che odia – col suo parasole, utile in casi di bagliori improvvisi, il suo binocolo e una meringa glassata ordinata assieme a tre birre per la Nanny alla Room Service e fatta rigorosamente caricare sul conto dell’appartamento. Eloise ama essere snob come le comari che incontra nella grande Hall con le porte girevoli.
E dal momento che Eloise ha una totale avversione per la scuola la mamma ha incaricato un tutore della sua educazione. Si chiama Philip, indossa una giarrettiera rossa per reggere le sue calze ed è terribilmente noioso noioso noioso. Ma, badate bene, Eloise sa sempre come vivacizzarsi le giornate e le lezioni. E Philip, dal suo canto, è sempre così felice di tornarsene a casa sua!
Inoltre Eloise possiede un cane di nome Weenie e una tartaruga di terra, Skipperdee, che mangia uvetta sultanina. Il Plaza – precisa la puntigliosa Eloise – è l’unico albergo a NewYork che ti permette di tenere una tartaruga!
Detto questo, le giornate di Eloise sono pienissime.

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Tanto per cominciare ogni mattina deve accertarsi di alcune fondamentali cose necessarie al buon andamento dell’albergo: passare dal Mail Desk per vedere se hanno francobolli a sufficienza per la posta dei clienti dell’albergo (approfittando di suonare il campanellino sul banco numerose volte); passare dalla House Phones e chiamare per vedere se tutti sono ai loro posti; passare dalla Reception per vedere se lì tutto è a posto; salutare Mr Salomone, il direttore, anche se sostiene che Eloise nella hall è un vero fastidio.
Una delle maggior attrazioni che il Plaza offre è: l’ascensore. È magnifico per Eloise affrettarsi verso l’ascensore quando la hall si riempie di nuovi visitatori, persone che arrivano da lontano con un mucchio di bagagli o che rientrano fumando da un giro in città e che non vedono l’ora di rientrare nella propria camera. È magnifico e di enorme soddisfazione intrufolarsi non appena si aprono le porte e far finta di aver perso il proprio badge occupando quanto più spazio possibile per cercarlo!

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Ma per vivacizzare la giornata con un po’ di movimento nulla è meglio che passare da un piano all’altro, salire e scendere e continuamente chiamare l’ascensore, salire non appena si aprono le grandi porte scorrevoli e dire con voce sicura e altezzosa “Quinto, per favore”, per poi scendere appena l’ascensore si ferma e schizzare su per scale, precipitarsi di sopra almeno di tre piani e poi richiamare l’ascensore per risalire di nuovo e rotolare dalle scale per richiamarlo e ridiscendere nella Hall e mentre le porte si aprono sgattaiolare nell’ascensore di fianco per ripetere l’esercizio! Ah! C’è da amarlo veramente il Plaza!

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Detto questo, ci sono poi mansioni dalle quali Eloise non può assolutamente esimersi. Chiamare the Valet perché prenda le sue snikers e le porti in pulitura e poi le riporti senza errore alcuno. Esercitarsi al pianoforte, guardarsi allo specchio, aprire e chiudere la porta in attesa di sentire qualcuno che arriva e allora schizzare fuori e ridiscendere nella hall, approfittando di qualche porta aperta per entrare e fingere di essere una povera orfanella zoppicante e tutta storta, con un’aria così triste alla quale gli ospiti si sentono in obbligo di donare qualcosa. Aggiustare il termostato dei piani e nel caso di incendio al sesto sicuramente la piccola Eloise non si farà sorprendere.
Pedinare e origliare le conversazioni degli impiegati del Plaza, tornare di corsa al Top Floor e aiutare la cameriera del piano a rimettere le federe ai cuscini, controllare nella pattumiera sul retro se qualcuno ha buttato cose interessanti, tipo un nastro o cose del genere, aiutare la telefonista a passare le telefonate nelle camere e nei saloni richiesti, Ops!, uscire dalla porta di servizio per vedere se nel vicolo è stato abbandonato un materasso per potersi finalmente riposare un po’.
Oh mio Dio – esclama spesso Eloise – sono così indaffarata e ho così tante cose da fare che non so proprio come riuscire a farle tutte!
E dopo il riposino sul materasso abbandonato, quattro salti per i corridoi non si possono proprio non fare! E poi via di corsa verso tutti i saloni, dove personale indaffaratissimo cerca di concludere il proprio lavoro nonostante una bambina di 6 anni che sfreccia avanti e indietro, si arrmpica dove non dovrebbe, pretende di aiutare con sguardo furbetto, ben sapendo che il suo aiuto, insomma…

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A volte ho un carattere scontroso…ma non così spesso!
E comunque ho 6 anni…
Oh mio Dio! Ci sono così tante cose da fare! Domani credo verserò una brocca d’acqua giù per lo scivolo della buca delle lettere…
Ooooooooooooooooooo io adoro assolutamete il Plaza!
La solitudine e un luogo inadatto, possono essere due buoni elementi per sviluppare una creatività molesta ed Eloise, bambina intelligentissima e attenta, non si lascerà di certo mai sfuggire l’occasione!

Di una possibile sorella di Eloise abbiamo parlato qui!

 

Eloise
di Kay Thompson illustrato da Hilary Knight
Editore: Simon & Schuster Book for Young Readers 1955
Euro: 9,90.
Età di lettura: dai 6 anni


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