Leggere insieme

Emil

Marina Petruzio
5 luglio 2013

Emil è un bambino di cinque anni, occhi azzurri, biondo come il grano, così bello e dolce da sembrare un angioletto…se esistessero angioletti cocciuti e pestiferi ovviamente!
Emil nasce e cresce a Lonneberga
, nello regione dello Smaland, nel sud della Svezia, proprio come la sua creatrice Astrid Lindgren, mamma anche dell’universalmente nota Pippicalzelunghe!
E come lei, Emil cresce nella fattoria della sua famiglia, libero, immerso nella natura compagna di giochi che quotidianamente offre ricchezze inaspettate, una natura a portata di mano, una scuola di tutta eccellenza.
Cresce felice nella fattoria di Katthult, con papà Anton, mamma Alma, la piccola Ida, sua sorella, Alfred il garzone, Lina la serva… eh sì! In quei tempi serva e garzone erano due figure indispensabili nella conduzione di casa e fattoria.
Inoltre due cavalli, la vecchia Jullan e Markus il cavallo da tiro, un paio di buoi, tre maiali, dieci pecore, quindici galline, un gallo, un gatto e un cane…un sogno inimmaginabile per un bambino di città!

Però a Lonneberg tutti gli abitanti compiangevano un po’ la famiglia di Emil.
Una famiglia così per bene con un figlio così pestifero!
E c’era anche chi era pronto a scommettere che crescendo Emil si sarebbe cacciato in guai seri.
Lui, dal canto suo, era solo un bambino che come tutti sperimentava, odiava le ingiustizie, le punizioni e tutti quelli che pretendevano di comandarlo: avrebbe voluto lui poter comandare a bacchetta tutti, papà, mamma, tutta la fattoria e… perché no, il villaggio intero!
Ed invece chi finiva sempre chiuso a chiave dentro la legnaia ad espiar le proprie colpe?
Seduto su un ceppo a scontar le sue pene, Emil intagliava piccole figure nel legno, degli omini… Ne aveva ormai una bella collezione, pensate che quel mese di giugno se ne potevano già contare cinquantadue!!!
D’altro canto, solo Emil riusciva a metter la testa dentro la zuppiera
per bere l’ultimo goccio di minestra e rimanerci incastrato. E, dopo varie peripezie per salvare la testa e la zuppiera a fiori da quattro corone, la corsa dal dottore, l’aver ingoiato un soldino avuto per premio e mangiato a sazietà focaccine dolci, riuscire a rimaner incastrato un’altra volta solo per mostrare alla sorella come aveva fatto a rimanerci la prima volta!
Ed allo stesso modo solo Emil poteva issare sul pennone porta bandiera la sorellina Ida, agganciandola per la cintura del nuovo abito per farle vedere la città in lontananza!
Ma nonostante la piccola Ida ridesse a crepapelle per l’ebrezza dell’altezza e per il nuovo gioco, il papà di Emil trascinandolo nella legnaia, il giorno della festa della fattoria, con ospiti che arrivavano da tutte le parti della regione, non rideva affatto. Emil avrebbe dovuto passare lì tutto il giorno, niente festa, niente polpette e tanto meno salsicce…
Ma lui, il sistema per mangiar le salsicce lo troverà lo stesso: i grandi si prenderanno un grande spavento, Ida sarà felicissima di sapere che suo fratello non si sarà trasformato in una gallina ma… non abbiamo ancora notizie della Signora Petrell e del topolino che Emil le ha messo nella sua grande borsa, così solo perché: “Non ha visto nient’altro che il grande armadio delle salsicce, in tutta la sua vita. Ho pensato che almeno poteva vedere Vimmerby!”

Per la sua mamma Emil è un bambino fantastico, di rara intelligenza, resta il fatto che l’inizio della scuola la preoccupa un po’: “Come pensi che andrà quando comincerai la scuola?”
“Bene! Potrò fare a meno di combinare monellerie, credo… quando andrò a scuola!… ma non è sicuro!”

In Italia negli anni ’70 le avventure del piccolo Emil furono una serie televisiva molto seguita dal giovane pubblico di allora. Il libro scritto nel 1963 venne tradotto e pubblicato per la prima volta da Salani nel 1995.

Marina Petruzio

EMIL
di Astrid Lindgren, illustrato da Bjorn Berg
Ed: Nord-Sud edizioni
Collana: Gli scriccioli
Euro: 7,00
Età di lettura: da 5 anni per la lettura ad alta voce; da 7 anni per la lettura autonoma


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