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Children's

Emirati Arabi: la moda bambino è un gioco di lusso

Martina D'Amelio
11 novembre 2012

Gli Emirati Arabi, al contrario di ciò che si possa pensare, sono una location children friendly. E non solo grazie alla vasta scelta di parchi divertimenti da sogno – come il Ferrari World, interamente dedicato alla rossa di Maranello, o il paradiso delle attività acquatiche Ice Land Water Park -, ma soprattutto grazie alla moda in taglie mini. Qui però anche il fashion diventa un gioco, con negozi da favola, che ospitano soprattutto brand occidentali di lusso – i preferiti dai piccoli abitanti (e dai facoltosi genitori) degli Eau.

Che il childrenswear nostrano sia amatissimo in queste zone non è una novità. Proprio quest’anno  Pinco Pallino ha aperto un secondo shop in Medio Oriente, all’interno del colosso dello shopping Dubai Mall. Uno spazio da sogno, una vetrina all’insegna del lusso per coccolare i nuovi clienti, dopo lo shop avviato nel centro commerciale Wafi. E ora guarda al vicino Kuwait, così come ha fatto il brand Monnalisa, sbarcando all’interno del Paese, con un corner nell’avveniristico building dell’Hamra Mall.

Sono proprio i giganteschi centri commerciali le destinazioni preferite dalle label in taglie mini. Un boom che qui è ormai di lungo corso. Lo sa bene Chalhoub Group, il distributore e retailer di marchi di alta gamma leader in Medio Oriente, che ha scelto il mall Abu Dhabi, nell’omonimo emirato, per Katakeet. Si tratta di un esclusivo store dedicato al childrenswear di design, a misura di bimbo, perché ricorda la stanza di  un castello incantato. All’interno specchi magici, alberi di regali, porte segrete, mappe del tesoro e armadi fatati accolgono i più piccoli, proiettandoli in una vera e propria storia, creata appositamente dall’illustratrice britannica Polly Dunbar. L’ambientazione sarà anche favolistica, ma i marchi (e i prezzi) sono extra luxury: abbigliamento e accessori firmati Burberry, Ralph Lauren, Baby Dior, Fendi, Pamilla, Tartine et Chocolat, John Galliano, Rykiel Enfant e Ferrari, per piccoli da 0 a 10 anni.

L’esperienza retail non manca nei dintorni. É tutto arabo il concept che si nasconde dietro l’insegna Babyshop (Landmark Group): nata nel 1973 in Bahrain, conta oggi 161 negozi nel territorio Eau, e offre una varietà di prodotti per bimbi da 0 a 16 anni, non solo abbigliamento ma anche accessori per la prima infanzia e kit di sopravvivenza per le mamme in gravidanza (di marchi come Lee Cooper, Barbie, Disney, Ferrari, Maclaren, Maui and Sons e Fisher Price). Diretto a un target di fascia medio-bassa, lo shop convive all’interno del lussuoso Dubai Mall con le insegne delle più grandi firme del childrenswear.

Ed è forse questa la forza degli Emirati: la convivenza di diversi stili e culture, in spazi mai statici o prefissati. Questo paradigma è valido soprattutto nella distribuzione: negozi come Babyshop sorgono vicinissimi a insegne del lusso, come quelle interamente dedicate alla moda bambino di Burberry (Marina Mall, Abu Dhabi) o gli innovativi multimarca Atelier de Courcelles – che distribuiscono marchi come Burberry, Chloé, DKNY, Marithé+François Girbaud e Timberland, nell’orbita dei francesi di Cwf -,  amatissimi sul territorio. Un alto tasso di varietà retail confermata dalla crescente domanda di prodotti di lusso in taglie mini, per clienti sempre più esigenti, che oltre a comprare i capi desiderano vivere una vera e propria shopping experience “all’occidentale” – ma sempre con un tocco magico da mille e una notte, nonostante la giovanissima età.

Martina D’Amelio


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