Cinema

Emma Watson nel Cile del 1973

Giorgio Raulli
26 maggio 2016

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Agli inizi degli anni ’70 il fotografo Daniel (Daniel Brühl), tedesco, si trova in Cile come collaboratore dei sostenitori del governo di Allende; quando però Pinochet mette in atto il suo golpe, viene arrestato insieme alla sua fidanzata Lena (Emma Watson), un’assistente di volo che si trova in sosta a Santiago. La ragazza viene liberata dopo non molto, mentre Daniel viene portato via verso un’ignota destinazione: dandosi malata per non ripartire con il proprio equipaggio, Lena inizia una faticosa ricerca, scoprendo alla fine che Daniel si trova alla Colonia Dignidad, una missione a sud del Paese guidata dal predicatore Paul Schäfer (Michael Nyqvist), un’area carceraria in cui la polizia segreta di Pinochet interroga e tortura Daniel. Lena deciderà di entrare volontariamente a far parte di questa setta per poterlo ritrovare.

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Il regista e sceneggiatore Florian Gallenberger con Colonia vuole raccontare, mischiando romanticismo e storia (una specie di operazione Titanic), le tristi vicende legate alle difficili politiche cilene dei decenni passati, in particolare al villaggio, oggi noto come Villa Baviera, fondato negli anni ’60 e legato da sempre al nazismo e organizzato e guidato come una vera e propria comunità settaria (negli anni coinvolta in numerose atrocità). Il film si sviluppa intorno alla storia d’amore dei due protagonisti, nell’inusuale (seppur ultimamente sempre più usato) schema della donna-eroina: è la figura femminile infatti che affronta un viaggio pericoloso e pieno di rischi per il suo amato.

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Colonia è una produzione indipendente, ma è anche un thriller non classico, fattori che pongono la pellicola sotto una strana lente di giudizio: da un lato il suo peso politico e di denuncia, dall’altro la narrazione e la storia dei personaggi (puramente inventati); due anime della stessa opera che in qualche modo si intralciano a vicenda, senza invece aiutarsi. Prepotente è la panoramica fatta sulla situazione instabile in Cile, che piano piano prende il sopravvento sul rapporto dei protagonisti; lo sguardo che il regista ci offre sulla Colonia Dignidad è qualcosa di sconcertante e forse poco noto, ma allo stesso tempo (narrativamente parlando) ha il sapore di qualcosa di già visto, probabilmente troppo ispirato all’infinita filmografia sul nazismo e sull’Olocausto.

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Colonia è stato proiettato in anteprima allo scorso Toronto International Film Festival 2015 e nel febbraio del 2016 al Festival internazionale del cinema di Berlino; arriva nelle sale italiane dal 26 maggio.


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