Cinema

Ennesimo virus colpisce Hollywood

staff
16 settembre 2011


Il film “Contagion” cerca di ripercorrere le fasi di come una malattia sconosciuta si diffonda in modo rapidissimo, uccidendo milioni di persone senza che gli scienziati riescano a trovare una cura.
La corsa del virus comunica angoscia e paura, anche grazie alle musiche incalzanti di Cliff Martinez, nonostante un film del genere non sia molto innovativo rispetto a innumerevoli altri hollywoodiani virus-movie, pur avendo un ritmo serrato e lasciando volutamente allo spettatore dubbi e sospetti. Il regista Soderbergh ricorre a dei cliché narrativi: ladri e disonesti, persone eroiche che anche nella più grande disperazione non perdono mai la loro bontà, politici corrotti, scienziati integerrimi e scienziati arrivisti. Il film fa leva anche su un cast di numerose stars: Gwyneth Paltrow, Laurence Fishburne, Kate Winslet, Jude Law, Matt Damon e Marion Cotillard. Nomi grossi, insomma, sfruttati al massimo dalla sceneggiatura di Scott Burns senza preoccuparsi dei fan. Tutta la storia si articola tra l’America e la Cina, come se il resto del mondo non esistesse, quasi a sottolineare la globalizzazione come confronto tra est e ovest. Tutto sommato però, in quanto a drammatizzazione e storie, il film è piatto e un po’ banale: col contagio, le persone interrompono pian piano tutto ciò che fa parte della vita sociale: i confini vengono barricati, agli amichetti viene impedito di giocare insieme, i supermercati si svuotano e cresce il degrado nelle strade… un classico; anche nel finale traspare il messaggio moralistico che gli uomini devono stare uniti ed essere onesti fino in fondo, aiutarsi e collaborare, perché se davvero nascesse un virus simile, i risultati sarebbero tremendi. Un messaggio forse banale ma senza dubbio giusto e importante, e se per comunicarlo al pubblico serve un film come “Contagion”, ben venga.

 

Giorgio Raulli


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