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Eppur si muove: Roma-Milano in e-car no stop

Marco Pupeschi
6 novembre 2015

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Le auto elettriche potranno andare da Roma a Milano con una sola ricarica. Questo grazie alla recente scoperta dei ricercatori dell’Università di Cambridge, che hanno sviluppato un prototipo di batteria litio-aria dalla densità energetica particolarmente elevata (fino a dieci volte quella degli accumulatori agli ioni di litio) e in grado di sostenere fino a duemila ricariche, mantenendo un’efficienza energetica superiore al 90%.

Non solo. Le batterie costeranno e peseranno un quinto di quelle utilizzate attualmente. I ricercatori sono riusciti a superare i numerosi ostacoli che finora avevano impedito di trasformare in realtà le batterie a litio-aria – che andrebbero a soppiantare quelle attuali, agli ioni di litio – grazie a nuovi materiali, come il grafene.

Questo rivoluzionario materiale ha la resistenza meccanica del diamante e la flessibilità della plastica: ed è proprio per questo che è stato utilizzato per formare l’elettrodo poroso che consente alle reazioni chimiche all’interno della batteria di essere più potenti, stabili ed efficienti. Gli studi sul grafene e le sue applicazioni risalgono al 2004 e sono valse ai due fisici, Andrej Gejm e Konstantin Novoselov, il premio Nobel per la fisica 2010.

grafene

Per la verità, ci vorranno ancora dieci anni di lavoro prima che la super batteria litio aria possa essere commercializzata, ma la scoperta è già potenzialmente utile per dare una svolta decisiva alla diffusione delle auto elettriche.

Sulla scia di questa nuova scoperta, IBM è intenzionata a sviluppare batterie litio-aria in grado di garantire una percorrenza di 800 km e da prodursi entro il 2020. Sforzi giustificati se si guardano le aspettative di business: secondo Navigant Research, da oggi al 2023 la domanda globale di batterie aumenterà considerevolmente, alimentando un giro d’affari in crescita vertiginosa: da 182 milioni di dollari a 9,4 miliardi. Di questi, più del 12% dovrebbe essere rappresentato dagli accumulatori di nuova generazione. Ci sembrano ottimi motivi per evitare di truccare i test sulle emissioni dei motori diesel ed investire in mobilità green. Dieci anni possono sembrare molti, ma una nuova strada verso la mobilità eco-sostenibile è ormai stata aperta.

 


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