Green

Eppur si muove: Sviluppo Architettonico Green

Marco Pupeschi
24 luglio 2015

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Al Festival Internazionale sulla Sostenibilità, appena conclusosi a San Pietroburgo, si è parlato fra le altre cose di “sviluppo architettonico green”.

Cosa riguarda lo sviluppo architettonico green? Ebbene, laddove esistono centri storici abbandonati o in disfacimento, comuni e privati cittadini (magari nati in queste località e poi emigrati) investono proprio in queste località per rilanciarli, nel rispetto della cultura locale: infatti tutto comincia con lo studio della storia di case, abitazioni, edifici, ma anche dei loro abitanti.

In Italia, secondo il censimento del WWF del 2013, si calcola che siano almeno 6000 i centri storici abbandonati o che hanno perso la maggioranza della popolazione. Un vero e proprio tesoro che l’Italia sta mandando in rovina…ma qualcosa sta cambiando. A San Pietroburgo l’Istituto nazionale di architettura (Inarch) ha presentato diversi casi emblematici di rilancio di piccoli borghi italiani. Il più significativo è il progetto “Sextantio, albergo diffuso”. Vi sono due sedi: una nei Sassi di Matera e l’altra a Santo Stefano di Sessanio, a L’Aquila.

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L’idea è quella di una struttura ricettiva alberghiera, dove l’hotel non è costruito ex-novo e aggiunto al paesaggio esistente, ma è un insieme di case ristrutturate dove la reception può essere addirittura…una ex stalla! Sextantio ha avuto un successo straordinario. L’iniziativa a Santo Stefano di Sessanio ha rilanciato il paesino e a seguire sono stati riaperti bar e locali per tutto il paese.

Far rivivere i borghi in questo modo permette di recuperare anche i prodotti artigianali locali: dai lenzuoli alle coperte ai saponi, anche il pane e la pasta usati nell’hotel sono fatti a mano localmente.

Tutelare paesaggio e persone, per far rivivere le città senza perderne le radici. Il ritorno economico è garantito. Riqualificazione e rivitalizzazione del territorio non solo sono possibili ma necessari per il rilancio dell’economia del Paese.


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