Green

Eppur si muove

Marco Pupeschi
19 luglio 2014

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Sei battaglie legislative sono quelle che serviranno per rilanciare la Green Economy in Italia. Gli scandali di questi ultimi anni, le inefficienze produttive, le accuse di assistenzialismo (non sempre infondate, per la verità) hanno finito per minare la credibilità del modello di sviluppo economico conosciuto in Italia anche con il nome di “Economia ecologica”. Per rilanciare il progetto, il Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 66 organizzazioni di imprese green, ha presentato al Governo e al Parlamento precise proposte legislative su argomenti chiave. La tempistica è perfetta e l’occasione è unica per portare in Italia un pò più di Europa (quella buona): il semestre di presidenza italiana alla UE.

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I punti chiave sono sei, vediamoli insieme.

Primo, una fiscalità che favorisca le attività ecologiche rispetto a quelle dannose per l’ambiente.

Secondo, controlli incisivi e non fittizi sulle emissione di gas serra, sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica.

Terzo, etichettatura dei prodotti biologici con maggiore attenzione alla trasparenza e con riguardo all’impatto ambientale del prodotto.

Quarto, riutilizzo della acque reflue per uso agricolo e industriale.

Quinto, prevenzione della produzione di rifiuti.

Sesto, creazione di posti di lavoro nel settore dell’economia ecologica.

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Ovviamente, nessuno si fa illusioni: in un periodo di crisi economica è difficile che i nostri burocrati possano dare la priorità all’economia ecologica. Quasi impossibile poi che leghino il benessere umano a dati esclusivamente economici come il PIL.

Lo stanno facendo invece gli economisti; lo fanno tutte le volte che devono rilevare come i casi di suicidio, di disturbi depressivi, di disturbi alimentari aumentano con il crescere del PIL in una determinata area geografica. Addirittura queste malattie, prima sconosciute, stanno cominciando ad apparire in quei paesi ex-emergenti, che adesso fanno parte del salotto buono dell’economia mondiale.

Davanti a certe tragedie, parlare di ecologia non è solo una scelta di vita, forse è un dovere morale.

Marco Pupeschi


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