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Cinema

Eredi di un Paradiso amaro

staff
17 febbraio 2012

George Clooney è Matt King, un avvocato di Honolulu, maniaco del lavoro, discendente di una principessa hawaiana. Come principale beneficiario di 25.000 ettari di paradiso Kauai, Matt deve decidere se mantenere la terra incontaminata o venderla per compiacere un’infinità di avidi cugini. Inoltre la moglie Elizabeth è in coma a causa di un incidente, e Matt è costretto a prendersi cura da solo delle figlie: la piccola Scottie e la diciassettenne Alexandra (Shailene Woodley).
“The Descendants” (questo il titolo originale) è un inno alla dissonanza emotiva, in cui rimpianto e un certo tipo di umorismo possono coesistere. Lo sceneggiatore e regista Alexander Payne è riuscito con grande abilità a tirar fuori dal romanzo di Hemmings “Eredi di un mondo sbagliato” una insolita versione delle Hawaii: non il paradiso da cartolina, bensì un luogo dove, come in qualunque altro, la vita è difficile. La pellicola riesce a trasmettere tristezza senza essere sdolcinata, divertimento senza essere insensibile di fronte alla tragedia; un film molto piacevole, senza sacrificare dramma, sviluppo dei personaggi o la storia.
Clooney si muove benissimo attraverso questi sentimenti in quella che forse è la sua interpretazione più riuscita fino ad oggi; ma anche il resto del cast non poteva essere migliore: da Robert Forster, che interpreta il duro suocero di Matt, un uomo d’acciaio che indossa i paraocchi quando si tratta della figlia e accusa il genero per la sua condizione, a Judy Greer, a Shailene Woodley (conosciuta dal grande pubblico per essere la protagonista de “La vita segreta di una teenager americana”), al giovane Nick Krause nel ruolo di Sid, un amico di Alexandra, goffo ma sincero, incapace ma in fondo premuroso.
La colonna sonora fa inevitabilmente la sua parte, fondendo tradizione e modernità della musica hawaiana, sottolineando costantemente le emozioni del film.
La forza della storia sta nella sua universalità. Quasi tutti sappiamo, in una certa misura, ciò che questi personaggi stanno attraversando: molti di noi hanno perso qualcuno, e nonostante l’unicità delle proprie esperienze irripetibili, si può ancora scorgere l’assolutezza di un sentimento che ci accomuna nella nostra umanità. Sono quelle verità totali che vengono  sapientemente presentate in “Paradiso amaro”. Candidato agli oscar 2012 per “Miglior film”, “Miglior regia”, “Miglior attore protagonista”, “Miglior sceneggiatura non originale” e “Miglior montaggio”.

 

Giorgio Raulli


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