Interviste

Ermanno Scervino, stile italiano e carattere internazionale

Enrica Governi
6 febbraio 2013

Ermanno Scervino, stilista di collezioni donna, uomo e bambino, milanese d’origine, e fiorentino d’adozione, dopo un primo incontro con lo stile di vita internazionale a Parigi, e una formazione intellettuale e mondana a New York, sceglie la nota città italiana, culla del Rinascimento, per vivere e lavorare. Innovazione ed estro, artigianato di alta gamma ed eccellenza delle maestranze legate al territorio, infondono alle creazioni dello stilista una netta impronta “made in Italy”, ma anche un’ anima  assolutamente internazionale.

Signor Scervino cosa significa lavorare in una città evocativa ” come Firenze, dove tradizione arte e cultura si “toccano con mano”, e cosa ha significato, soprattutto, avere sfilato a Palazzo Vecchio ? Ritiene che le sue collezioni corrispondano in qualche modo ad una forma d’arte?
ES:
Sfilare a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, è stato grande emozione e impegno. Firenze ha un patrimonio culturale inestimabile, il compito della moda è quello di attualizzarlo e promuoverlo, rispettandolo. La creatività, in tutti i settori, è una forma d’arte, occorre però rivolgersi al futuro, ammirando ciò che è stato.

Se invece di vivere a Firenze fosse restato all’estero, le sue collezioni avrebbero avuto comunque una connotazione “Made in Italy” come effettivamente hanno, o la lontananza del territorio e delle maestranze non avrebbero permesso questo? Cosa le è restato invece della sua esperienza internazionale?
ES:
Sempre Made in Italy!  E’ la nostra forza nel Mondo che nessuno potrà copiare perché è un know how  che ha radici storiche. Se non avessi scelto Firenze? forse nelle mie collezioni avrei valorizzato lavorazioni diverse legate ai valori di quel territorio. Mi sono formato a Parigi, mi sveglio a Firenze, pranzo a Milano, sono spesso a Londra e a New York. Il Mondo è la mia scuola.

Signor Scervino, la sua impresa fa parte delle 50 top del lusso nella classifica Pambianco, e si è classificata al 19esimo posto. Che cosa si prova ad essere una realtà così importante?
ES:
E’ una grande responsabilità, che ci porta a fare il meglio, sempre.

Di cosa c’è bisogno oltre che di creatività e alta artigianalità per fare una collezione? La passione conta?
ES:
Stile, passione e continua ricerca.

Sono importanti le risorse umane?
ES: Fondamentali, sono il cuore pulsante delle aziende, e solo grazie a risorse qualificate è possibile mantenere degli standard di eccellenza.

Nel comunicato stampa si dice che la sua struttura le permette di“passare in modo “fluido” dal mondo dell’atelier a quello dell’industria”. Cosa significa esattamente? Che cosa intende per “la perfezione” che contempla e pretende nelle sue collezioni?
ES:
 Nel 2002 ho voluto raccogliere un polo di atelier sulle colline fiorentine. Così, i laboratori come la maglieria, il ricamificio, l’abbigliamento per bambini, la tecnica sartoriale e gli uffici di creazione coesistono in un unico spazio, permettendomi un controllo costante sulla lavorazione di ogni singolo capo. La qualità delle mie creazioni è una priorità assoluta e deve rispondere ai criteri più esigenti.

Cosa è per lei il lusso?
ES: Il lusso è armonia, è eleganza ottenuta attraverso un lavoro manuale di qualità dove artigianato, ricerca e innovazione trovano il giusto equilibrio.

La sua realtà, che conta 250 persone, è l’esempio che, in questo momento economico criticissimo, si possono ottenere risultati che si identifichino con l’eccellenza: questo si traduce anche in ottimi risultati commerciali e di produttività?
ES: Il successo e i risultati positivi non sono conseguenza del solo know how d’eccellenza, questo deve essere accompagnato dalle nuove tecniche di lavorazione, dallo stile e dalla continua ricerca.

La sua impresa crea e produce la donna, l’uomo e il bambino: quale di queste collezioni le dà più soddisfazione? E quale più problematiche?
ES:
Sono tutti figli miei, impossibile scegliere…Certo con la Donna mi è più possibile sperimentare.

Dove esportate? Ha in previsione nuove aperture di negozi?
ES:
Cina, Korea, Giappone, Russia ed Emirati Arabi. Oggi guardiamo con attenzione anche Sudafrica, India e Brasile.

Progetti futuri?
ES
: Affrontare nuovi mercati  e… non smettere mai di sognare.

Intervista esclusiva curata da Enrica Governi


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