Arte

Erwin Blumefeld: un fotografo “dadaista”

Alberto Pelucco
12 febbraio 2014

5_Nancy Berg_Chesterfield_1956_© The Estate of Erwin Blumenfeld

“La mia vita cominciò con la scoperta della magia della chimica, il gioco delle ombre e delle luci e il problema a doppio taglio del positivo e del negativo”.

Questa breve frase di Erwin Blumenfeld riassume le caratteristiche principali del lavoro del grande fotografo, nato a Berlino nel 1897 e oggi protagonista della mostra “Blumenfeld Studio – New York 1941-1960” alla Galleria Carla Sozzani.

Angoscianti chiaroscuri e atmosfere misteriose guidano l’agire del nostro poliedrico artista, che si è cimentato in diversi campi della fotografia, da quella commerciale, a quella di moda, passando per i ritratti. Il tutto guidato da un instancabile amore per l’arte classica e moderna, evidente in particolar modo in quelli che sono i suoi due temi prediletti: la morte e le donne.

6_Soutenez la Croix Rouge_Vogue US_March 1945_© The Estate of Erwin Blumenfeld

A Blumenfeld si deve la creazione di una nuova concezione della figura femminile, a metà tra la visione classica e quella moderna. Da un lato la sua donna eredita la casta purezza delle statue classiche greche, dall’altro riluce anche di una naturalezza disarmante, che le infonde un fascino irresistibile, da femme fatale.

Uno charme ancora più accentuato dalle nuove tecniche fotografiche sperimentate, come viraggi, distorsioni e solarizzazioni. Il viraggio è un procedimento chimico che conferisce alla stampa fotografica un colore particolare, mentre si definisce distorsione un fenomeno ottico per cui le superfici esterne di un oggetto sono rappresentate in forma concava o convessa, per dare vita a una figura del tutto nuova. La solarizzazione, da ultima, è un’inversione tonale che, durante lo sviluppo di materiale sensibile soggetto a forte sovraesposizione, porta alcune zone del negativo a risultare positive. Le parti già sviluppate agiscono come un filtro protettivo, mentre le altre, colpite dalla luce, sul negativo appariranno positive.

8_The Picasso girl_1447_© The Estate of Erwin Blumenfeld

Un modus operandi che conferma l’influenza sull’artista del Dadaismo, un’avanguardia da sempre ribelle nei confronti dei canoni artistici e stilistici tradizionali, oltre a segnare un ulteriore svolta non solo nella fotografia, ma anche nella storia dell’arte. Opera d’arte è oggi qualsiasi cosa e, di conseguenza, l’arte non deve separarsi dalla vita reale, bensì confondersi con questa. Artista non è più chi è abile con le mani, ma chi sa proporre nuovi significati alle cose, anche per quelle già esistenti.

Si apre un nuovo capitolo nella Storia dell’uomo…

Alberto Pelucco

Erwin Blumenfeld. Blumenfeld Studio – New York, 1941-1960
a cura di Nadia Blumenfeld Charbit, François Cheval e Ute Eskildsen
Dal 16 febbraio al 30 marzo 2014
Galleria Carla Sozzani Corso Como 10 – 20154 Milano.
Informazioni:
Web:  www.galleriacarlasozzani.org
Tel. +39 02.653531

Orari:
Tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30; mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00


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