Cinema

ESP: un horror davvero terrificante

Giorgio Merlino
17 giugno 2011


Lance Preston e la troup di “ESP-Fenomeni paranormali”, un reality televisivo ambientato nei luoghi infestati d’America, stanno girando un episodio nell’abbandonato ospedale psichiatrico Collingwood, dove si dice accadano eventi inspiegabili.
Decidono volontariamente di farsi rinchiudere nella struttura durante la notte per documentare qualsiasi attività paranormale ma si accorgono ben presto che l’ospedale è più che solamente infestato: è addirittura “vivo” e non ha alcuna intenzione di lasciarli uscire sani e salvi.
Dispersi nel buio labirinto dei corridoi e braccati dai fantasmi dei pazienti, cominciano a farsi domande sulla propria sanità mentale.
A ben vedere a trama non brilla per originalità e se per il finale rimarrete senza parole, non vi preoccupate, evidentemente è successo anche allo sceneggiatore. Il film ricicla un cocktail ormai familiare tra gli horror: una situazione reale, o comunque verosimile, viene stravolta da forze sovrannaturali; il tutto sapientemente mischiato a riprese dirette, a bassa risoluzione, per suggerire autenticità.
Il genere venne proposto e reso popolare dodici anni fa dal celebre “The Blair Witch Project” e rinvigorito nel 2008 da “Paranormal Activity”; lo vediamo ora fallire miseramente con “ESP”.
Il film è da attribuire ai cosiddetti Vicious Brothers, che si dice essere nati con la videocamera digitale in mano; alla tenera età di 25 anni, i due hanno preso parte alla realizzazione di ogni aspetto del film, dall’audio alla post produzione, sperando di inserire nuova freschezza nel genere horror. Ma in questo lungometraggio è praticamente impossibile salvare dal ridicolo qualsiasi elemento cinematografico.
Era il 1973 quando “L’esorcista”, definito come “il film più terrificante di tutti i tempi”, si affermò come cult movie spaventando a morte intere generazioni di spettatori. Per ovviare alla scarsità di effetti speciali di quegli anni, i produttori si basarono su un approfondito lavoro psicologico in modo tale che lo spettatore venisse inglobato nel racconto; i risultati furono stupefacenti e non a caso gli valsero, tra gli altri premi, l’Oscar e il Golden Globe nel ’74.
Dopo aver visto ESP viene istintivo chiedersi se la modernità non sia causa del declino del genere horror.

 

Giorgio Merlino


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