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Blog del Direttore

Expo 2015, addio

Luca Micheletto
2 novembre 2015

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Expo 2015 è giunto al termine dopo 184 giorni densi di iniziative che hanno ridato smalto a Milano e al nostro Paese.
Ricordo ancora come fosse ieri il giorno in cui la nostra città ha battuto la contendente Smirne; sono rimasto incollato davanti al televisore arrivando al momento della proclamazione con le lacrime agli occhi. La stessa commozione provata venerdì 1 maggio e sabato 31 ottobre.
Per molti anni, girando per il mondo, mi sono quasi vergognato di essere italiano: il nostro Paese arrivava agli onori delle cronache solo per la nostra inefficienza, la nostra mancanza di produttività e i deprimenti dati economici. Ma nel 2015 qualcosa è cambiato, I riflettori del mondo si sono accesi su Expo 2015. Con qualche ritardo, certo, ma poi i giudizi sono stati entusiasti.
Il New York Times per primo ha promosso Milano come prima destinazione al mondo dove recarsi e, dopo qualche esitazione, è stata seguita a ruota da tutte le più grandi testate internazionali.
Camminare tra gli enormi padiglioni di Expo 2015 è stata un’esperienza che non dimenticherò facilmente: dopo tanti anni finalmente si respirava un’aria nuova, un’aria fatta di ottimismo, fiducia e rispetto.
Nonostante le lunghe code che avrebbero messo a dura prova anche il più diligente dei tedeschi sono stati rarissimi i momenti di insofferenza e di stanchezza.
Negli occhi di tutti coloro che entravano e uscivano dal sito traspariva una grande soddisfazione e una grande voglia di fare.
Ancora non mi sembra vero che questo grande evento che ha segnato un ulteriore successo nella storia di Milano e del nostro Paese sia realmente concluso. Forse perché questa nuova idea di Italia sono sicuro che continuerà a vivere in ognuno dei 21 milioni e mezzo di persone che hanno varcato i cancelli con la voglia di imparare qualcosa di nuovo e costruire un domani migliore.