Expo 2015

Expo 2015, giorno 1

Marco Maria Medardo Marcucci
9 maggio 2015

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Ultimati i lavori più importanti si aprono i tornelli e finalmente possiamo accedere all’area espositiva. Sì, tornelli, con controlli al metal detector così minuziosi ed approfonditi da far impallidire perfino la NSA.

Proseguendo la nostra visita, ci imbattiamo subito nel più discusso che atteso Padiglione Zero, dove si è deciso di dare al tema principale Energia per la Vita un’accezione più antica e primordiale, partendo dall’origine del mondo e dalla presenza dell’uomo su questo pianeta. Tutto questo con conseguente evoluzione capitalistica e degrado dovuto agli sprechi.

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All’uscita ci ritroviamo sul Cardo, la grande via principale di tutto il sito che incrocerà il Decumano a formare una croce, dove al centro sono posizionate quattro sculture arboriformi. Sono i Portali di Expo, sculture disegnate dall’archistar Daniel Libeskind per il progetto artistico voluto da Siemens.

Tutto faceva presagire la presenza di un imponente fiume di persone, quasi da sconsigliare ai meno arditi la visita al polo espositivo almeno per i primi giorni. Invece fattori come il maltempo, perenne pericolo attentato o solamente la festa dei lavoratori, hanno fatto desistere moltissimi visitatori alla visita del primo giorno. Poco male, in sei mesi di tempo ce n’è.

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Padiglione memorabile è sicuramente quello giapponese, costruito con ceppi di legno lavorati ed incastrati a mano da abilissimi artigiani del Sol Levante. Giusto pochi minuti di attesa, e comincia subito il tour. Bellissima esperienza all’interno del Ristorante del Futuro, più uno show che un locale, dove vi ritroverete a sedere in un locale futuristico e ad interagire con un touchscreen utilizzando semplicemente le bacchette.

Un altro padiglione che colpisce a colpo d’occhio e non solo, è decisamente quello austriaco. All’ingresso l’impressione è di trovarsi per davvero in una foresta con scritte luminose che si sovrappongono dando un effetto ottico davvero notevole.

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Frizzante è anche la visita al padiglione thailandese il quale con una serie di presentazioni multimediali ci fa scoprire i sapori e i profumi di una terra d’oriente, così lontana ma sempre più vicina.

Conseguente e doverosissima visita spetta al Padiglione Italia, quello di casa, quello di tutti noi, quello che rimarrà. Anche se ancora carente di qualche particolare, l’organizzazione afferma che in qualche settimana tutto sarà ultimato.

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Un ultimo saluto all’albero della vita che con i suoi giochi di luci ed effetti speciali lascia a bocca aperta il visitatore sia di casa sia di molto lontano.


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