Expo 2015

Expo al giro si boa, tempo di bilanci

Marco Maria Medardo Marcucci
24 agosto 2015

Milano inaugura ufficialmente Expo 2015: cancelli aperti

Milano, agosto. Una città svuotata, ma alle sua porte un’esposizione universale sempre carica di brio e pronta a stupire. Per evitare il caldo torrido, degno della foresta equatoriale, i milanesi si dirigono verso lidi vicini e lontani. Ma non tutti.

Moltissimi infatti, sfruttano l’occasione, forse una delle ultime ottimali, per visitare l’ormai leggendario Expo. La stragrande maggioranza riversa le proprie speranze di visitare il polo fieristico a settembre. Infinite sono le domande che vengono poste da chi non ha ancora partecipato, ci si chiede se vale effettivamente la pena di visitare EXPO Milano 2015. Se le attrattive sono degne di nota, e quanto tempo in media si impiega a visitarlo integralmente.

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Le risposte in questo caso si dividono. Da una parte gli irrimediabili ottimisti, quelli del bicchiere mezzo pieno, che vedono in Expo 2015 una grandissima occasione, uno slancio verso il futuro, un salto in avanti. E i numeri sono di fatto dalla loro parte, dato che ad oggi sono più di 10 milioni i biglietti venduti. Di contro invece, ci sono gli inguaribili pessimisti, per i quali anche in questo caso il bicchiere è mezzo vuoto. Quelli secondo cui 42 € per il biglietto sono davvero un’enormità, quelli del “non spendo 25 € per uno stinco di maiale e una birra al padiglione tedesco”, quelli che “chissà quanto la politica ha mangiato su questo evento”.

Con una divisione così netta, dove troviamo la verità? Forse, proprio nel mezzo.

Forse è proprio il problema che attanaglia il paese e la nostra mentalità.

È come ci poniamo di fronte a nuove sfide, come quella di Expo, raccolta oramai nel lontano 2008. Da lì, la gestione è passata di mano in mano, forse in mano a troppi e non sempre i migliori. Inevitabile quindi pensare ad un marciume dalle radici profonde.

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Ma da quel lontano 2008, che così distante alla fine non è, siamo anche cresciuti. Cresciuti in consapevolezza, abbiamo maturato la certezza che il Made in Italy è una realtà concreta, nostra e nostra soltanto. Appartiene a noi, e per questo la spinta a valorizzarne gli aspetti è diventata fondamentale.

“Solo un uomo saggio conosce l’arte del mangiare” con questa frase Anthelme Brillat – Savarin esordisce nella sua Fisiologia del Gusto. Non italiano, bensì un francese già capì nel lontano ‘700 l’importanza del cibo e dell’alimentazione nel corso della vita. E se l’ha capito lui…

Expo 2015 vale la pena di una giornata di sudore, di affrontare mezzi pubblici affollati fino a Rho, di camminare chilometri e magari anche di fare code estenuanti fuori dai padiglioni.

Munitevi di biglietto, se ancora non l’avete fatto. Armatevi di sana pazienza e godetevi questa esposizione. E che possa davvero essere la svolta di questo paese.


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