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Fare shopping è come cercare l’uomo giusto: a volte ci si stanca!

staff
22 dicembre 2011

Spesso sentiamo dire che lo shopping sia una cura. Una cura contro lo stress e contro l’infelicità. Forse è così, forse no.Fatto sta che sicuramente è la scusa che le donne adottano per giustificare ai loro mariti enormi buchi nelle carte di credito. Lo sapete, lo shopping  consiste nell’acquisto di oggetti. Oggetti che in quanto belli, vanno a soddisfare il nostro gusto estetico, quindi compriamo solo qualcosa che ci debba appagare e ci debba far provare quel brivido di adrenalina che forse nelle nostre giornate manca! Non è un caso infatti, che gli acquisti più costosi, più sconsiderati, più frequenti vengano fatti nei momenti di non-felicità. Le soddisfazioni, che nella vita ci mancano per via degli studi che non procedono come vorremmo, del lavoro che non ci gratifica, del marito che non ci considera o del fidanzato che non ci merita, ci devono necessariamente arrivare da altri fattori. Il cioccolato, un amante, un nuovo hobby o lo shopping.
Mangiare un gran bel dolce, ad esempio, ci suscita le stesse sensazioni e la stessa soddisfazione che proviamo nell’acquistare scarpe, vestiti o feticci di altra natura. Conosco donne fissate con oggetti da arredamento, altre che non sanno resistere ad un tacco e altre ancora, me compresa, che comprerebbero solo borse. Quale sia il nostro oggetto desiderato, qui, non ha molta importanza. Ognuno ha le proprie fissazioni. Questo discorso serve per farci capire che nel momento del bisogno, nel momento in cui scarseggia altro nella nostra vita, il mercato ci viene in soccorso, con le sue sgargianti pubblicità, sfruttando le nostre debolezze e proponendoci una serie infinita di cose che sentiamo il bisogno di possedere.
Vi è mai capitato di vivere dei momenti in cui non riuscite mai a vestirvi come vorreste? Giorni in cui vi guardate allo specchio e puntualmente c’è qualcosa che non va?  E vi siete mai rese conto che, senza che il vostro armadio sia cambiato, improvvisamente una mattina, con gli stessi abiti, vi sentiate perfette? Questo accade perché il malumore è in noi, c’è evidentemente qualcosa ne non va, che ci angustia, che non ci fa star tranquille. È l’instabilità morale che produce in voi – e anche in me, ovviamente – la convinzione che nulla vi stia bene e che quindi, vi serva qualcosa di nuovo.
Il mio feticcio sono le borse, ve l’ho detto. Io le accarezzo, nel senso proprio del termine. La verità è che, come qualsiasi altro compratore, canalizzo verso la borsa in questione tutta la mia attenzione e il possesso di quell’oggetto per me equivale ad un caldo abbraccio. La psicologia è piena di studi e ricerche sul significato dell’acquisto, che in caso di patologie, diventa compulsivo e quindi, una vera e propria malattia che impedisce di discernere il necessario dal superfluo.
Però va considerata anche l’opzione inversa: il non aver voglia di comprare nulla. Come sapete, sono tornata da un week end londinese e benché lì fossero già iniziati i saldi, non ho dato libero sfogo alla mia solita voglia di fare compere! Ho provato solo un vestito giallo da Topshop che peró ho lasciato lì. Mi sono salvata in extremis con una gonna scozzese da Jack Wills. Avrei potuto trovarla simile e meno costosa da H&M? Sicuramente si! Fatto sta che il mio non aver voglia di nulla probabilmente dipende dal fatto che possiedo già molto e quindi, più vado avanti, più la ricerca dell’oggetto perfetto si fa difficile.
È un po’ la stessa cosa che accade nella ricerca dell’uomo giusto! Più passa il tempo e più ci si rende conto di ció che non si vuole e di quello che invece è fondamentale che l’altra persona abbia. Quindi si fa la stessa cosa che accade con lo shopping: o si passa indistintamente da un uomo all’altro o si decide di aspettare, “non comprare” e sperare che prima o poi “l’acquisto del secolo” arrivi.
Una cosa è certa: mai accontentarsi di quanto rimane dopo i saldi!!!!
Con la speranza che la fase di non-shopping finisca presto,

 

St.efania