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Fashion blogger: ricognizione

staff
5 giugno 2011


Oramai è un anno che osservo la blogsfera e sei mesi che partecipo attivamente; è giunto il tempo di bilanci e li farò stilando una classificazione di questo fenomeno, circoscritta naturalmente al fashion blogging. Come è facile notare, sono presenti delle tipologie di blog che si ripetono e alle quali tutte si adeguano; in ogni categoria è naturalmente presente un’eccellenza e un livello infimo. Vediamole nei dettagli, tenendo conto che nessuna è a compartimenti stagni ma si contaminano l’un’ l’altra.

Outfittaiole egocentriche:
Si può definire il prototipo della FB, quella che interpreta gli stili e le suggestioni delle passerelle creando interessanti rivisitazioni. Le poche che riescono in questo intento sono sensazionali, si starebbe ore a guardarle: più vere ed efficaci nella comunicazione di una modella, possono essere davvero d’ispirazione e anello di congiunzione tra l’olimpo della moda e il pubblico normodotato in senso monetario.
CONTRO: questa categoria è forse la più pericolosa perché purtroppo, su una decina di ragazze che riesce bene in quello che fa, c’è un contro di mille mila incapaci, risibili e sgraziate che fanno imbarazzante mostra di sé e degli oggetti che comprano, che affittano, che taroccano. Purtroppo questa è la categoria che attira, nella sua mediocrità, il maggior numero di discepoli.

Le addette ai lavori:
Precise e scientifiche sanno analizzare un capo nei minimi dettagli. Spesso propongono interessanti approfondimenti delle sfilate e stralci di storia del costume. La competenza è sicuramente il pezzo forte di questa tipologia di blog.
CONTRO: frequentemente sono impersonali e noiosi, ricalcano notizie che si possono leggere in qualsiasi rivista di moda o sito specializzato.

Le logorroiche:
Sono quelle per cui il blog è rimasto una forma di diario di vita e per le quali la moda ricopre un grosso ruolo nell’esistenza. Io faccio parte di questa categoria e, sarò di parte, trovo sia quella dove è più facile trovare una qualità generale, anche solo per il semplice fatto che per scrivere bisogna sicuramente mettere un impegno superiore che per postare immagini, ed imbrogliare è parecchio difficile.
CONTRO: questi blog sono confusionari e pindarici, una sorta di anti-comunicazione della moda che risulta più fruibile nelle altre categorie. Spesso partigiani e velenosetti, solitamente non raggiungono il grande pubblico perché leggere tutte quelle parole e quelle impressioni costa fatica.

Le cacciatrici di immagini:
Post costruiti su immagini procacciate nel web. Internet è il regno della comunicazione visiva, dell’immediatezza, dell’associazione di idee e concetti. Il montaggio di immagini per restituire un mood, un’atmosfera, una sensazione è qualcosa di piacevole e funzionale: chi di noi non si veste la mattina seguendo un’impressione e cercando di ricrearla sul proprio corpo? Questi blog possono essere un buono spunto per creare queste suggestioni.
CONTRO: è forse la tipologia più inutile; queste associazioni di immagini nella maggior parte dei casi parlano del nulla. Sguardi di fashioniste, modelle dai visi adolescenti che si rotolano su piumoni rosa e piramidi di macarons sono i materiali più sfruttati: dolciastri e nauseanti. Ecchepalle.

Le autocannibaliste:
Blog che si nutrono di altri blog, nel senso che parlano di altre fashion blogger, delle loro cadute e dei loro meriti: pungenti e divertenti fungono anche da collegamento per scoprire nuovi personaggi e trovare percorsi in questo universo infinito.
CONTRO: purtroppo, in diversi casi, questi “in e out” sono basati sulla marchetta e su simpatie o antipatie personali, perdendo così l’obbiettività e divenendo immediatamente inutili e fastidiosi.

Questa a grosso modo è la mia ricognizione sul fenomeno: dove vi riconoscete? Avete categorie da aggiungere? Sono curiosa di sapere cosa ne pensate.

Torquemood


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