It Girls

Fashion e charity, la nostra passione

Ludovica Durelli e Silvia Bortolotto
15 gennaio 2014

home

Eccoci qui: siamo Ludovica e Silvia, a noi l’onore di dare inizio come prime contributors del progetto Italian Girls.

Ci siamo conosciute a Milano sei anni fa e lì è cominciato tutto: oltre a condividere sin da subito una profonda amicizia, tanto divertimento e un grande amore per i viaggi, abbiamo deciso di portare avanti un progetto di charity legato al fashion. Io, Ludovica Durelli, sono nata a Milano il 25 maggio del 1989, dopo il diploma al liceo classico ho frequentato un corso di Storia, Filosofia e Politica al ST Clare’s college di Oxford; l’anno dopo sono tornata a Milano per conseguire una laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali all’Università Cattolica. Mia coetanea è Silvia Bortolotto, pordenonese di nascita ma assolutamente milanese d’adozione: dopo il diploma al liceo scientifico infatti si è subito trasferita a Milano, dove sta ultimando la laurea quinquennale in Giurisprudenza presso l’università Luigi Bocconi.

Per usare le parole di Luca, come lui stesso ci descrive nell’articolo introduttivo di Dicembre, siamo due ragazze che “si mettono alla prova ogni giorno con nuove sfide e rincorrendo le loro grandi passioni”.

pitti1

La nostra è quella di unire la moda alla solidarietà: per fare questo è nato Elpy, un brand di t-shirts che devolve per ogni sua collezione una percentuale dei guadagni ad una fondazione di beneficenza diversa. In quanto Italian Girls, crediamo – ancora una volta citando Luca – “in un’Italia che, con la volontà di tutti noi, può tornare al centro del mondo” e proprio per questo Elpy produce in Italia, con l’obiettivo, nel nostro piccolo, di dare credito e speranza a questo Paese.

Con Luca e con i lettori di Luuk Magazine vogliamo condividere alcune delle nostre “avventure” nel settore della moda: visto da fuori, agli occhi di tutti mostra il suo lato più affascinante e luminoso – fatto di feste glamour, parties, cocktail e vip – ma che nella realtà dei fatti nasconde anche molte difficoltà e si rivela una strada molto impervia da percorrere, soprattutto per noi giovani. Specialmente per un Paese come il nostro, da sempre rinomato per il Made in Italy e per il suo “know how”, ma che oggi si deve scontrare anche con nuove realtà concorrenti, quali Cina, Vietnam, Corea e Bangladesh, dove le produzioni costano molto meno e i margini di guadagno sono molto più alti.

pitti2

Cominciamo raccontandovi di una delle fiere italiane più importanti di questo settore: parliamo di Pitti Immagine, dove ogni anno a Gennaio e a Giugno alcuni tra i maggiori brand a livello internazionale si incontrano per esporre i loro prodotti. Pitti Immagine nasce negli anni Cinquanta a Firenze, quando ancora la moda non era un’industria e quando i negozi erano solo delle sartorie che confenzionavano capi su misura. Ed è proprio qui, nel capoluogo toscano – già polo internazionale per l’incontro di commercianti, viaggiatori e artigiani – che nella Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1954 nascono le prime sfilate. La fiera di Pitti Immagine è cresciuta negli anni, arrivando ad includere oltre a Pitti Uomo anche Pitti W, Pitti Bimbo e Pitti Filati; ed ha contribuito non solo a promuovere e a valorizzare il Made in Italy nel mondo, ma anche a rendere Firenze una meta riconosciuta al di là del suo patrimonio culturale, per il suo stile e per la sua attualità.

pitti3

Oggi la Fiera di Pitti Immagine, giunta alla sua ottantacinquesima edizione, si svolge alla Fortezza da Basso, dove si incontrano due volte all’anno imprenditori, stilisti affermati ed emergenti, negozianti, appassionati, bloggers e sognatori. Tutti sono alla ricerca di nuovi trend, nuove idee, nuovi stili e nuovi progetti.

Noi siamo andate per cercare contatti e stimoli per il nostro progetto perché Pitti Immagine, oltre ad essere un grande fonte di ricerca e di ispirazione, è anche sinonimo di coraggio. Coraggio di credere alle novità e alle possibilità: vogliamo infatti credere che il mondo dell’imprenditoria italiana (ed in particolare, per quanto ci riguarda, quello dell’abbigliamento), nonostante la crisi e le difficoltà che il nostro Paese e noi oggi ci troviamo ad affrontare, abbia la possibilità di sollevarsi e riemergere.

Ludovica Durelli e Silvia Bortolotto

Come sostenere il Pane Quotidiano:
Su tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi (Modello Unico, 730, CUD ecc.) compare un riquadro appositamente creato per la destinazione del 5 per mille.
Nel riquadro sono presentate tre aree di destinazione del 5 per mille. Scegli quella dedicata al “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale” (la prima in alto a sinistra).
È sufficiente la tua firma e il numero del Codice fiscale 80144330158 e la quota della tua imposta sul reddito sarà devoluta a sostegno delle attività del Pane Quotidiano.