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Fashion&Book: un modo nuovo di essere fashion blogger

Jennifer Courson Guerra
24 dicembre 2016

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C’era una volta una moda diversa, fatta di studio, passione, talento. Sul rumoroso e appariscente palcoscenico di sfilate, eventi, presentazioni e after party, questo modo d’altri tempi di fare la moda sembra essere solo un ricordo lontano. E spesso, tra i tanti attori in scena, le fashion blogger sembrano recitare solo il ruolo della comparsa.

Trovatevi un altro lavoro! – tuonava al termine dell’ultima fashion week Sally Singer, direttore digital di Vogue USA – È patetico come queste ragazze corrano continuamente su e giù per le sfilate, nel traffico, addirittura rischiando di essere investite soltanto con la speranza di farsi fotografare”. E se persino la Bibbia dello stile si è scagliata contro blogger e marchi che li sostengono, viene da chiedersi: è finita l’epoca di Chiara Ferragni & Co.?

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Non tutto il web, però, viene per nuocere. Qualcuno sembra, infatti, aver già invertito la rotta, come Martina Marianella – classe 1990, docente di Visual Communication e Graphic Design presso l’Istituto Marangoni –, che proprio dopo aver letto le parole della Singer ha avuto l’ispirazione per creare Fashion&Book. Il suo progetto ha lo scopo di mettere in luce il processo creativo che si cela dietro ogni collezione: “È difficile per molti comprendere quanto la moda non si riduca ad una semplice fissa femminile, o quanto lavoro vi sia dietro la creazione di una collezione. Quanti spunti artistici, letterari, lo stilista cerchi di cogliere, con accurate analisi di usi e costumi del momento e previsione sui mercati futuri”, spiega Martina. “La moda è davvero tutto questo: la moda è arte, ricerca, studio, duro lavoro. È cultura a 360 gradi”.

Che cosa hanno in comune Marc Jacobs e Jonathan Coe, Miu Miu e Italo Calvino, Krizia e Alessandro Baricco? Il segreto sta tutto in quella “&”, che unisce due universi apparentemente lontani ma in continuo dialogo fra di loro, Fashion&Book. Da un lato ci sono le vendite, i fatturati, i likes sui social; dall’altro un’emozione intensa che ti fa chiudere gli occhi mentre tocchi un tessuto. Fashion&Book riporta la moda su un piano intimo e personale, da assaporare come la lettura di un romanzo.

Se le fashion blogger contribuiscono ad elevare i fatturati dei brand, dal canto mio spero di poterne elevare le idee, il pensiero, attraverso uno strumento che ho sempre apprezzato di più dei numeri: le parole di un buon libro”, conclude Martina. Insomma: tempi duri per le belle fashion blogger che tentano di arrivare al front row a suon di selfie e post sponsorizzati. Chissà che Sally Singer, per Fashion&Book, non sia disposta a chiudere un occhio.


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