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Fay, TheLuxer e Pierre Casiraghi insieme per una charity limited edition

Martina D'Amelio
1 giugno 2016

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Una limited edition online per aiutare i bambini africani: Fay e TheLuxer.com lanciano una charity capsule a tutto sport in collaborazione con Pierre Casiraghi.

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Si chiama Fay Race Jacket, è antivento e presenta una finitura in nylon water repellent, un cappuccio interno e pratiche tasche, oltre all’iconico gancio della Maison; il suo motivo geometrico in bianco e rosso è un omaggio alla bandiera del Principato di Monaco. Non è un caso che proprio questo bomber, ideale per gli sport outdoor, sia il protagonista dell’edizione limitata lanciata dal marchio del gruppo Tod’s e dalla propria partner e-boutique ufficiale, insieme al principe monegasco.

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La speciale giacca è stata realizzata appositamente per essere indossata dal team Malizia guidato da Pierre Casiraghi in occasione della regata GC32 Racing Tour 2016, conclusasi il 29 maggio sul Lago di Garda.

Proprio lui la descrive così: «Innanzitutto è bellissima, un ottimo punto di partenza per veleggiare perché è importante sentirsi bene. È perfetta contro il vento e la pioggia e, soprattutto, si vede bene da lontano. Riesce a unire funzionalità e stile».

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Ma oltre a tutto questo, il capo – in vendita esclusiva online a partire dal 30 Maggio su TheLuxer.com, e dal 6 giugno su Fay.com – è anche charity. Il ricavato delle sue vendite sarà infatti devoluto a a favore dell’Hôpital des Petits di Markala (situato in Mali, Africa) per il restauro e la costruzione di un terzo padiglione del reparto Pediatria e Malnutrizione.

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Sebbene il terzogenito della principessa Carolina di Monaco sia arrivato secondo nella speciale classifica per gli owner-driver della gara, può essere comunque considerato un campione di filantropia: non è infatti la prima volta in cui viene coinvolto in iniziative a scopo benefico.

«La prima esperienza è stata nel 2007 con mia mamma in Nigeria, Mali, Repubblica Democratica del Congo, Burundi e Sudafrica, visitando i centri dell’Amad per i bambini – racconta Pierre Casiraghi. La scelta dell’Hôpital des Petits è nata con Khadja Nin, amica di famiglia. Markala è un luogo disagiato, molto distante dalle città principali. Il progetto prevede il restauro della struttura destinata all’accoglienza dei bambini e la costruzione di una casa per ospitare i familiari che li accompagnano».

 

Ph. Marian Chytka – MCH Photo


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