Fashion

Fayina Fridman: la signora Bougeotte si racconta

Emanuela Beretta
21 settembre 2017

La chioma fulva, gli occhi verdi e penetranti. Minuta, discreta, lo sguardo fiero; il portamento regale ed elegante, il temperamento forte e deciso: queste le caratteristiche che descrivono Fayina Fridman, anima fondatrice del marchio Bougeotte. Un brand del lusso sofisticato, in cui la classe e la qualità dei dettagli incantano. Una vita rocambolesca quella di Fayina: di origine ebrea, nasce in URSS e presto si stabilisce a Mosca, poi i tanti viaggi e gli studi in Australia. La nostalgia della Madre Russia la fa rientrare in patria dove frequenta la facoltà di giurisprudenza conseguendo la laurea in diritto internazionale. Ma la passione per il design e la moda la portano a Milano dove frequenta, presso l’Istituto Marangoni, i corsi di design d’interni e moda. Qui, nel 2013, fonda la Maison Bougeotte, nome francese di una azienda 100% Made in Italy: cocoon del lusso, una realtà amata da molti e posseduta da pochi, una storia dall’animo russo con accento  italiano.

Che cosa significa Bougeotte e come definirebbe la donna Bougeotte?
Il termine Bougeotte in francese antico significa “voglia di girovagare”, “wanderlust”. Il nome è la sintesi della mia mission e delle mie creazioni, fatte e pensate per una donna sofisticata, di classe, chic, forte, con un gusto ricercato e moderno. Una donna indipendente, che lavora e viaggia, che esce la mattina con un capo e, grazie ad un semplice cambio di accessori, si presenta la sera perfetta per un cocktail o un grande evento.

Che cosa ama del suo lavoro?
Il mio lavoro è un insieme di progetti e processi estremamente complessi. Due sono le fasi che mi appassionano: la prima appartiene all’ambito creativo e di ricerca, alla selezione e alla creazione dei tessuti o dei materiali; la seconda fase si realizza nel momento in cui vedo la mia creazione realizzata. La soddisfazione di aver raggiunto il mio obiettivo e avere un cliente che apprezza il mio sforzo e le mie idee mi fa sentire pienamente realizzata.

Come nasce la passione per la moda?
Ho da sempre amato lo stile. Sin da quando ero bambina, a tre anni, già pensavo ad abbinare capi e accessori stando attenta agli accostamenti cromatici. Oltre la moda, anche il design, l’architettura e tutto il processo che dallo stile porta al lifestyle mi hanno sempre appassionata. Attraverso l’esperienza e i miei viaggi ho iniziato ad indagare più a fondo nel mondo del design partendo da tutto il bello che mi circondava per arrivare alla conclusione che la moda intesa a 360° avrebbe potuto essere il mio percorso di vita: una passione da coltivare e da perseguire.

Perché ha scelto l’Italia?
Sin da piccola ho imparato a conoscere l’Italia attraverso la sua storia, la sua letteratura, l’arte del Rinascimento, la musica e il cinema di Pasolini, Visconti e Fellini. Avevo 11 anni quando sono arrivata a Roma per la prima volta e ricordo ancora oggi la meraviglia che provai circondata da tanta bellezza, dalla luce calda, dalla natura avviluppata dai secoli di storia. Ancora oggi, ogni volta che mi capita di andare a Roma mi sento immensamente felice.

Quale è il prodotto che ha creato con maggior soddisfazione?
Tutto il percorso che mi porta alla realizzazione di un oggetto mi appassiona: partire dall’idea, pensare al processo di realizzazione e vedere il prodotto completo sono la gioia più grande. La mia soddisfazione maggiore, però, è stata vincere la grande sfida ed “addomesticare” il titanio per realizzare le Best Secret Keeper, le prime borse in titanio mai create. La scelta del titanio – particolarmente complesso da lavorare – è nata dalla necessità di trovare un metallo prezioso, lussuoso, pregiato, leggerissimo e di lunga durata nel tempo. Per la produzione di una borsa occorrono da  5 a  6 mesi con circa 650 ore di lavoro. Solo la fase di lucidatura, ad esempio, necessita un’intera giornata e nel processo di produzione può essere considerata la fase più complessa e delicata. Le diverse componenti della borsa richiedono inoltre l’esperienza e le tecniche presenti in ben 16 diverse aziende sparse nel territorio italiano.

Che posto occupa la moda nel suo cuore?
La storia della moda per me è un amore che mi accompagna da sempre. Ognuno dei più grandi stilisti mi ha suggerito qualcosa che tento di emulare tramite le mie creazioni, ma tra i miei designer favoriti annovero Yves Saint Laurent per il genio creativo che ci ha portato il tuxedo al femminile e la grande Valentina Sanina Schlee, un’icona di stile quasi sconosciuta in Italia, una stilista di origini russe dei primi del Novecento che durante la rivoluzione fuggì negli Stati Uniti dove il suo lavoro divenne presto riconosciuto anche da star del cinema come la leggendaria Greta Garbo.

Quanto, nel suo lavoro, troviamo l’influenza della Madre Patria Russia?
Il mio è un Paese eclettico e tra gli spunti che mi hanno aiutato a miscelare la mia cultura con quella italiana certamente la letteratura russa gioca un ruolo di grande importanza. Sono sempre stata una lettrice appassionata, amo i poeti russi e i testi di argomento religioso. Tutti stimoli che ho ricevuto da bambina e che mi hanno in qualche modo portato a creare quello che propongo oggi.

Quali sono gli obiettivi a breve e a lungo termine?
Un progetto che voglio concretizzare al più presto è  quello di sviluppare la rete commerciale attraverso i migliori negozi multimarca ed e-commerce del mondo. A Milano è nata la mia Maison e questa sarà sempre la mia base di partenza, poi penserò agli Stati Uniti dove la richiesta del mercato locale si fa sempre più forte. Tra cinque anni vedo Bougeotte come una Maison sì di moda, ma anche di lifestyle poiché i miei progetti comprendono il lancio di essenze per ambienti, profumi, elementi d’arredo e sempre più accessori. Oltre ovviamente all’apertura di un flagship store a Milano.

Che valore dà al Made in Italy?
La globalizzazione, a mio parere, ha influenzato negativamente il settore moda. Il segmento del lusso deve rimanere legato a un prodotto discreto, di altissima qualità, di buongusto e ricerca: per queste ragioni ho scelto di avviare la mia attività proprio in Italia.
È il capo stesso che deve delineare la personalità di chi lo indossa: se si perde l’allure di esclusività e si pensa solo ai grandi quantitativi, si va già a perdere la caratteristica principale del Made in Italy, un valore irrinunciabile, imprescindibile da difendere e potenziare sempre.


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