Advertisement
Interviste

Fazzini: a casa del Made in Italy

Emanuela Beretta
18 luglio 2016

Famiglia_Fazzini

Due occhi azzurri e intensi rivelano la forza di Maria Alberta Zibetti Fazzini, una signora dolce ed elegante, ma decisa e risoluta. Insegnava Lettere quando sposò Fazzini e, dopo essere rimasta vedova con due figli piccoli, si è dedicate alla gestione dell’azienda leader nel settore della biancheria per la casa. Oggi Maria Alberta è l’anima creativa di Fazzini Srl, coadiuvata dai figli Marco e Paolo. I suoi punti cardine: il rispetto per il lavoro e per il bene dell’azienda, senza dimenticare generosità e cuore.

Schermata 2016-07-18 alle 11.41.16

Come nasce la storia di Fazzini?
La storia di Fazzini nasce dall’incontro di due famiglie del mondo tessile. Innanzitutto quella da dove provengo, gli Zibetti, che già nel 1905 possedeva un ricamificio. Sin da piccola ho sempre respirato l’aria dei tessuti, il piacere del ricamo e della ricerca. I miei genitori non mi hanno mai comperato gli abiti per le bambole, andavo in azienda e prendevo le stoffe per confezionare le toilettes. Poi mi sono sposata, ed è arrivata la seconda famiglia, Fazzini. Mio suocero aveva un’azienda di foderami, in seguito mio marito, dopo la laurea in Economia, ha creato nel 1976 la Fazzini. Purtroppo mio marito è mancato nel 1992, così ho lasciato l’insegnamento e sono subentrata io: mi è sembrato l’unico modo per farlo continuare a vivere. È stato davvero un salto nel buio, avevo nelle vene un certo spirito imprenditoriale, ma fino ad allora ero stata un’insegnante di lettere, la mia è stata proprio una scelta d’amore. Da allora sono alla guida della Fazzini. Poi sono entrati i miei figli Marco e Paolo, che sono il domani dell’azienda. Io continuo ad occuparmi della ricerca e della lavorazione fino al prodotto finito. Tutto viene lavorato in Italia, seguendo i criteri della certificazione Ecolabel, che garantisce la non tossicità del prodotto, lavorando per processi codificati e con l’utilizzo di materiali ecologici. È un percorso molto impegnativo, che per noi è diventata una procedura abituale che scandisce il nostro lavoro ed i nostri articoli.

MG_6781-1-550x367

Che cosa ha significato per lei essere imprenditore e genio creativo?
La vita mette alla prova e bisogna lasciarsi provocare. Quando sono subentrata a mio marito ho cercato di far sentire il cambiamento, senza troppi scossoni, e tutti mi hanno sempre rispettata. Come imprenditore mi sono costruita passo dopo passo, ho vissuto i passaggi dell’industria italiana, sono partita con molta umiltà.
Come creativa, devo ricominciare tutte le stagioni, essere aggiornata e guardare avanti. Ad esempio, se un articolo è stato apprezzato noi non lo riproponiamo, ma ripartiamo da zero. Questo è il segreto che lascio alle nuove generazioni. Per mantenere il nostro standing, non possiamo cullarci nella nostra tradizione meravigliosa, ma dobbiamo guardare avanti. L’umiltà è fondamentale: i giovani pensano di trovare tutte le risposte in modo facile e non si stupiscono. Ricordo quando da bambini con mio papà andavamo a Varese, si fermava alla vista dei laghi e ci invitava ad osservare e mi diceva che un uomo che non sa stupirsi non è un uomo.

Da che cosa trae ispirazione per le sue collezioni?
Per ogni stagione cerchiamo degli stimoli esterni, un paesaggio, un viaggio, guardiamo le tendenze, i book creativi e cerchiamo di dare un senso alla collezione. Ogni fibra ha la sua storia e i disegni che scegliamo devono essere in linea con la fibra utilizzata. Tutto rispettando le tendenze, perché dobbiamo cavalcare la realtà contemporanea.

Quali sono i punti di forza dell’azienda?
Ci dà forza il fatto che siamo una famiglia. Abbiamo un fatturato di 9 milioni, e chiuderemo quest’anno con quasi un 30% in più. Abbiamo puntato sull’acquisizione de La Perla e sull’apertura di nuovi negozi, come il primo flagship a Milano e quattro negozi in franchising. Ora siamo in trattativa per aprire nuovi punti vendita, senza dimenticare i corner nei negozi di biancheria che sono già nostri clienti, più di 50 in Italia e recentemente anche in Svizzera.

Fazzini_Catania_1-550x413

Qual è la differenza tra La Perla Home Collection e la collezione Fazzini?
La collezione La Perla è stata ideata cercando di rispettare le icone de La Perla: i ricami, le nervature, l’eccellenza della qualità del prodotto, unita alla sartorialità della produzione Fazzini. Si tratta di due collezioni parallele, delle anime ben distinte. Nelle nostre linee utilizziamo sempre tessuti di pregio, il lino, il rasatello di cotone; la nostra è un’eleganza discreta, tipica dallo spirito Fazzini.

Come si riesce a coniugare la qualità del Made in Italy e la competizione?
Il Made in Italy è una certezza e l’unica forza che davvero abbiamo: è per noi un dovere proporlo e mantenerlo. Oggi è più facile perché non siamo in molti a difendere il Made in Italy. I nostri clienti del lusso del Far East pretendono che il prodotto sia fatto in Italia, mentre purtroppo l’italiano medio si è abituato anche ad accettare una qualità più scadente. Per mantenere un buon rapporto qualità prezzo abbiamo un margine di contribuzione ristretto, teniamo i costi sempre sotto controllo e reinvestiamo gli utili nell’azienda. In Italia dobbiamo essere “formiche”, non possiamo permetterci voli pindarici. Quindi sono necessari tanti sacrifici per ottenere sempre il meglio.

Quali sono i vostri progetti futuri?
L’internazionalizzazione è al primo posto. Dobbiamo trovare delle strade per penetrare nei mercati in evoluzione. Dobbiamo anche arrivare ad un numero adeguato di franchising monomarca e al contempo mantenere un rapporto corretto con i retailer plurimarca italiani, ma vorremmo incrementare anche il private label. Crescendo possiamo permetterci di essere più propositivi e affrontare con la determinazione di sempre le sfide continue del mercato.


Potrebbe interessarti anche