Cinema

Fenomeni paranormali in “Red Lights”

Giorgio Raulli
16 novembre 2012

La dottoressa Margaret Matheson (Sigourney Weaver) e il suo assistente Tom (Cillian Murphy) sono due tra i più importanti ricercatori esperti di paranormale ed hanno dedicato un’intera carriera allo smascherare guaritori e medium. Un caso clamoroso però è quello del chiaroveggente cieco Simon Silver (Robert De Niro): chiunque indaghi su di lui è destinato a una brutta fine…
Rodrigo Cortés è alla sua seconda opera in lingua inglese, il suo secondo lungometraggio dopo “Buried – Sepolto”, film ampiamente apprezzato dalla critica; questa volta l’autore spagnolo si cimenta in un thriller  definibile classico sotto svariati aspetti, data la centralità del paranormale e il suo scopo primario, ovvero ingannare un pubblico distratto e credulone.

Nella sceneggiatura curata da Cortés stesso, il regista vuole toccare un tema meta-cinematografico: lo sguardo e gli occhi, protagonisti per eccellenza dell’illusione del movimento di immagini che è alla base del cinema, acquistano un significato importantissimo per la trama di “Red Lights”. Anche il personaggio di De Niro, come in generale qualunque medium o sensitivo capace di far presa sulle folle, non è altro che un attore, uno showman che ben interpreta un ruolo.
Il film è strutturato adeguatamente nella sua prima parte, dove conosciamo la dottoressa Matheson e capiamo le ragioni del suo profondo scetticismo; andando verso il finale, tuttavia, sembra si verifichi una certa perdita del ritmo narrativo, nonostante la concentrazione si diriga su Tom e sul dinamismo più tipico del thriller/horror.

Un argomento, dunque, senza dubbio affascinante come quello dei misteri paranormali, interpretato da un buon cast (ci sono anche in ruoli secondari Toby Jones e Joely Richardson), e se il finale può spiazzare, o peggio, lasciare insoddisfatti, comunque con “Red Lights” Cortés ribadisce un concetto sempre vero: niente è ciò che sembra all’inizio. Neppure un film.

Giorgio Raulli


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