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Arte

Ferragamo in mostra a Firenze: 1927, il ritorno in Italia

Silvia Ragni
19 maggio 2017

È il 1927 e Salvatore Ferragamo, dopo una lunga parentesi americana, decide di tornare in Italia. Negli Stati Uniti è approdato 13 anni prima, mosso dalla sete di conoscenza: quando salpa da Napoli è appena diciassettenne, ma produce scarpe  già da tempo nella sua bottega. Oltreoceano spera di affinare il suo know-how calzaturiero. Gli studi di anatomia alla University of Southern California forgiano la sua inconfondibile estetica che abbina comfort e stile, mentre nell’assolata Santa Barbara ripara e crea calzature su misura imponendo il suo savoir faire artigianale.

Sono gli anni in cui l’industria cinematografica della West Coast si afferma prepotentemente, trionfa lo star system: un boom che non lascia Ferragamo immune. La sua carriera, da allora, si intreccia a doppio filo con il cinema, imbastendo una liason imperitura. Nel 1923 il legame tra Ferragamo e Hollywood è talmente stretto da indurlo ad aprire un negozio, l’Hollywood Boot Shop, proprio nel distretto losangelino dei divi. L’appellativo di “Calzolaio delle stelle” non gli viene affibbiato a caso: tra i suoi clienti figurano Gloria Swanson, Jean Harlow, Joan Crawford, Rodolfo Valentino, Mary Pickford ed un imprecisato numero di star della celluloide. All’apice del successo, tuttavia, Salvatore organizza il suo rientro in Italia.

È pieno di entusiasmo, galvanizzato dal sogno di fondare un’impresa che coniughi l’abilità degli artigiani locali con le tecniche avanzate che ha appreso in California. Nel primo dopoguerra, inoltre, il Belpaese vive uno straordinario fermento creativo. Per le arti applicate è una stagione d’oro; la bottega artigiana Rinascimentale viene presa a modello, considerata una tradizione a cui attingere per la creazione del “nuovo”.

  • Firenze – Raccolte Museali Fratelli Alinari

  • Courtesy Firenze Museo Ferragamo

  • Archivio Fotografico La Triennale Milano

A Firenze, in particolare, fervono le iniziative: vengono istituite l’EAT (Ente Attività Toscane), le Fiere d’Arte, il Regio Istituto d’Arte di Porta Romana assume un’importanza sempre più rilevante. Non è un caso che, per realizzare il suo sogno, Salvatore Ferragamo punti proprio su Firenze. È nella splendida “città del Giglio” che apre il laboratorio in cui crea scarpe da donna e – a pochi mesi di distanza – fonda l’azienda che porta il suo nome.

Due tappe salienti da cui ricorrono 90 anni esatti: un anniversario che la Maison Ferragamo celebra con una mostra, a cura di Carlo Sisi, allestita nel Museo fiorentino intitolato al “calzolaio” leggendario. Il percorso espositivo di “1927: il ritorno in Italia” ripercorre il viaggio in Transatlantico che Salvatore compie per tornare in patria. L’allestimento dello scenografo Maurizio Balò si prefigge di rappresentare, in un itinerario di 8 sale, l’humus esistenziale, sociale e culturale nella quale l’avventura di Ferragamo prende vita. Il focus è sulla cultura visiva italiana degli anni ’20, con speciale accento su quei temi e quelle opere che ispirano, con le loro suggestioni, la poetica dell’artista calzaturiero e l’iter creativo evolutosi nella sua “officina”. Per l’Italia il periodo coincide con una fase di transizione decisiva, quel trait d’union epocale che congiunge il primo dopoguerra all’instaurazione del Regime Fascista.

A partire da oggi e fino al 2 Maggio 2018 nel Museo Ferragamo verrà esposta una cospicua serie di opere d’arte – che include nomi del calibro di Balla, Gio Ponti, Rosai, Martini, Thayaht, Maccai e Depero tra gli autori – costumi, stoffe d’epoca, prodotti di alto artigianato, manifesti pubblicitari e foto, senza ovviamente tralasciare le calzature che Ferragamo crea in quel preciso momento storico: testimonianze della sintonia che lo lega indissolubilmente al mondo artistico contemporaneo.

1927. II ritorno in Italia: Ferragamo e la cultura visiva del Novecento
Dal 19 maggio 2017 al 2 maggio 2018
Museo Salvatore Ferragamo – Palazzo Spini Feroni, Firenze
Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30


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