Il mio punto di vista

Festa del mobile, una settimana di giubilo italiano

Gabriella Magnoni Dompé
17 aprile 2013

L’inizio della mia settimana è tristemente invernale e la voglia di uscire assai poca. Rientrata mio malgrado dalle vacanze pasquali martedì e risentendo ancora un po’ del jet lag, mi ritrovo soverchiata, anzi direi assediata, dagli impegni del ritorno: sono così obbligata a perdermi i primi due giorni di uno degli eventi più noti nel mondo e fondamentali per la ripresa del nostro sistema Paese, il Salone.
Ma mi rifaccio immediatamente. Mercoledì 10, in serata, il sole riesce a scacciare un inverno insistente e così inizia il mio mini tour per una città tirata a lucido e pronta per la festa. Da quanto mi è stato riferito da vari amici i due giorni precedenti sono stati ricchissimi di eventi e a gran partecipazione, come tutti noi del resto speravamo.

La mia prima tappa prevede quella che doveva essere una breve sosta all’esclusivo cocktail di Salvatore Ferragamo, dove Ron Gilad esponeva le sue splendide creazioni per Molteni e, appunto, per la Maison. Atmosfera, come si conviene, di altissimo livello. Eleganza massima, esaltata dalla vista meravigliosa dello skyline che si può godere dallo showroom di Ferragamo in corso Matteotti 12.
Entro e mi accorgo che è qui raccolta l’élite della Milano del Design e della Moda: mi rendo subito conto che quella che avrebbe dovuto essere una toccata e fuga mi catturerà inesorabilmente, e che con ogni probabilità mi perderò gran parte degli altri eventi della giornata. Del resto sarebbe un peccato abbandonare la splendida compagnia della chiccosissima famiglia, con quella sua eleganza così d’altri tempi, e degli splendidi ospiti qui convenuti.

Dopo circa un’ora e mezza di chiacchere e sorrisi vengo caldamente pregata dal mio accompagnatore di seguire la schedule che ci eravamo proposti e quindi mi dirigo verso il nuovo negozio dei brand Areonatica Militare –
Esercito Italiano – Marina Militare, ospite d’eccezione proprio accanto al Teatro Nuovo in piazza San Babila. Qui assisto ad una performance di street dancers che incantano i passanti più ancora dell’affascinante sposa “mimetica”.

Ora, se vi state chiedendo che cosa sia la suddetta “sposa mimetica”, beh vi dirò solo che si tratta di una vera creazione da terzo millennio: caschetto militare e tessuto in tela di paracadute – a me tanto cara dai tempi scaligeri in cui destai furore misto a sorpresa e shock tra le giornaliste italiane di moda più cool. Infatti mi presentai nel tempio della lirica riscaldata da una meravigliosa cappa in tela di paracadute e, guardate il caso, fasciata in uno splendido vestito verde… by Ferragamo!

Anche da qui vengo portata via “con forza militare” e trasportata nel mondo di Pinko. Mega opening in via Montenapoleone: pubblico variegato come il suo brand, l’impatto è diverso da quello dei molti altri eventi del Quadrilatero ma la schiera dei fotografi è esattamente la stessa… ancora una volta a Milano si ricrea la magia della never ending story del red carpet. Ma il tempo stringe, la mia amica Giaele mi aspetta e non posso tardare! Accorcio l’agenda, mi fiondo da lei e per fortuna la giornata è finita.

Giovedì 11 il sole splende, inizio la mia avventura nel mondo del design nel primo pomeriggio, accompagnata da un inseparabile tacco 12. In piazza Castello 5 mi aspetta spHaus: entro e gli occhi cominciano a brillarmi davanti a quello che mi sembra un piccolo sogno per il mio il terrazzo! Ho sempre adorato i Flinstones e ho sempre immaginato di vivere all’interno di una delle loro confortevoli caverne… beh, non si tratta proprio di una caverna, ma perlomeno riesco a sedermi alquanto confortevolmente su un delizioso divano da esterno databile all’età della pietra!

In effetti trattasi di un pezzo di altissimo design realizzato in resina composita e dallo splendido effetto pietra. Una sorta di incavo avvolgente, anche se non propriamente morbido, e perfettamente resistente alle intemperie esterne: decido con tutto il cuore che sarà mio.
Passo oltre e scopro due torri luminose che mi ricordano lo skyline della città ideale che troneggia nel mio salotto.
Sarò assalita da una smania di shopping compulsivo? Troppo rischioso…così decido di lasciare immediatamente spHaus e i miei sogni di grandezza e di design!

Mi dirigo ora, tacco in resta, verso quel di Balenciaga in via Santo Spirito dove è esposto il meglio dei modelli originali degli anni che furono. Anche qui incorro nel rischio dell’acquisto di una meravigliosa giacca. Per fortuna evito di lasciarmi andare alla frenesia da acquisto ascoltando il richiamo dell’orologio che mi impone di raggiungere al più presto Palazzo Bagatti Valsecchi. Qui la starpop del design middleeuropeo Nacho Carbonell ci fa sognare con i suoi cocoons e le mega installazioni degne di un’Alice che si perde letteralmente nel Paese delle Meraviglie.

Stanca più che mai, come ultima tappa raggiungo via Durini con passo deciso, tallonata dai miei coraggiosi compagni di serata. La leggera pioggerellina e il traffico cittadino ci rendono i pochi passi ardui come una corsa ad ostacoli ma, quando arriviamo nella cosiddetta Taverna dell’armeria Beretta, ci si apre davanti il mondo delizioso del caviale più prelibato e dei flute di champagne. Solo la generosità della mia amica Umberta, unitamente alla compagnia di artisti straordinari e di amici carissimi, può offrirci quella che è stata una delle serate memorabili di questo Salone del Mobile 2013.
Una serata in cui finalmente mi tolgo i tacchi a spillo e mi dedico totalmente alle prelibatezze della tavola e alle bellezze del Design.

Gabriella Magnoni Dompé