Biennale di Venezia 2012 Cinema

Finalmente è la volta della “Bella addormentata” di Bellocchio, di Peter Brook diretto da suo figlio e dell’arte di Manoel de Oliveira

staff
5 settembre 2012

Il nuovo attesissimo film di Marco Bellocchio, prodotto da Cattleya in collaborazione con Rai Cinema, uscirà nelle sale dal 6 settembre, grazie alla 01 Distribution, ma la prima ad apprezzarlo sarà Venezia durante la sua Mostra d’Arte Cinematografica.

Il film si svolge durante l’ultima settimana (solo 6 giorni ad essere precisi) di Eluana Englaro e racconta le storie di altri personaggi più o meno coinvolti  nel tema dell’eutanasia. Un senatore (Toni Servillo) dovrà scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza o no, mentre sua figlia Maria (Alba Rohrwacher) manifesta a favore della vita davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana.
Roberto (Michele Riondino) invece, con il fratello, è schierato nell’opposto fronte laico, un avversario di cui Maria – ovviamente – si innamora. Anche una grande attrice vive nel dolore sperando per la guarigione della figlia, da anni in coma irreversibile; infine la disperazione di Rossa (Maya Sansa): lei vuole morire, ma Pallido, un giovane medico, non permette questo suicidio.
La delicatezza dell’argomento trattato ha suscitato durante la lavorazione diverse polemiche, arrivando addirittura al blocco dei finanziamenti da parte dall’Assessorato regionale alla Cultura del Friuli. Un lavoro che inneggia alla vita, anche se  alcuni lo giudicano molto negativamente, poiché, partendo da una vicenda tristemente nota come quella della Englaro, sarebbe un film di false speranze, oltre che da un finale inverosimile. Non resta a Bellocchio che aspettare il parere del grande pubblico.

Passando da una storia seria ad una più leggera, l’altra pellicola in concorso oggi è “Spring Breakers”: quattro ragazze del college derubano un fast food per fare un viaggio in Florida durante le vacanze di primavera. In carcere incontrano uno spacciatore e trafficante d’armi (un irriconoscibile James Franco) che le fa uscire di prigione per poi convincerle a uccidere un suo nemico. A indossare succinti costumi da bagno sono Vanessa Hudgens, Selena Gomez, Ashley Benson e Rachel Korine, in un film caper-movie che mescola avventura, dramma, thriller e commedia.

Fuori concorso, il Festival ci presenta “The Tightrope”, dove l’illustre regista teatrale Peter Brook lascia che sia suo figlio Simon Brook a girare un “dietro le quinte” per rivelare i segreti del suo metodo; l’intimità di un laboratorio incentrato su un esercizio eccezionale denominato “Sur un Fil” (“su un filo”), che tocca ogni aspetto del lavoro dell’attore ed è diventato uno dei centri della filosofia brookiana. Una fune metaforica e immaginaria che mette in luce l’intero processo creativo del teatro.

“O Gebo e a Sombra” del portoghese Manoel de Oliveira nasce quando un amico del regista gli chiese di realizzare un film sui poveri; “Il gobbo e la sua ombra”, opera di Raul Brandão, pur essendo del secolo scorso (1923), si adatta bene alla nostra attuale situazione, dal punto di vista etico ed economico, senza preconcetti. Anzi, rimane contemporaneo e universale.
È dunque una “storia sulla povertà e sull’onestà”, che tenta di restituire tutte le sfumature dei dilemmi morali di alcuni personaggi stretti tra la famiglia, la necessità della sopravvivenza, la menzogna e il sacrificio. Nel cast Michael Lonsdale, Claudia Cardinale e Jeanne Moreau tra gli altri.

Giorgio Raulli


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