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Cinema

Finché morte non vi separi

Giorgio Raulli
11 ottobre 2013

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Alberto Nardi (Fabio De Luigi) è un imprenditore incompetente che vive sulle spalle della moglie, la ricca e potente industriale Susanna Almiraghi (Luciana Littizzetto). Quando tutti credono che la donna sia rimasta vittima di un incidente aereo, Alberto eredita i miliardi della moglie; Susanna però non era su quel volo, e Alberto comincia a pensare ad un modo per liberarsi davvero di lei.

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Aspirante vedovo nasce come remake de Il vedovo di Dino Risi, con i grandi Alberto Sordi e Franca Valeri, ma già con la parola “aspirante” capiamo che il regista Massimo Venier, con i suoi sceneggiatori, ha cercato il più possibile di distaccarsi dal film del ’59 dimostrando di non voler competere con Dino Risi ma semplicemente di omaggiarlo. Solo la trama è fondamentalmente la stessa, una storia che riprende il cinismo delle commedie di una volta, un genere tutto particolare che è andato perso con il politicamente corretto dei nostri anni più recenti.
Moltissime invece sono le differenze tra le due pellicole, in particolare il contesto storico e sociale: Dino Risi raccontava il boom economico, qui invece si fronteggia la crisi, la paura del futuro incerto e il grigiore dei nostri tempi. Anche gli attori protagonisti cercano di allontanarsi il più possibile dai “big” originali, soprattutto la Littizzetto, mentre l’unica pecca imputabile a De Luigi – o meglio agli sceneggiatori del suo personaggio – è la sua ennesima interpretazione di quel personaggio maldestro e “sfigato” con cui ha sempre avuto molto successo.

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In definitiva Aspirante vedovo si pone come una commedia noir fatta per sorridere amaramente più che come remake del film con Sordi e Valeri, risultando non eccezionale o esilarante, ma senz’altro godibile e molto migliore di parecchie produzioni italiane di questo periodo. Se non altro il pubblico sarà sicuramente richiamato in sala dal grande affetto per i due comici protagonisti.

Giorgio Raulli


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