Architettura

Fondazione Feltrinelli: 250mila volumi, spazio eventi, bookshop e caffetteria

Luca Medici
16 dicembre 2016

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Milano regala spesso ai propri cittadini spazi da condividere, ma soprattutto luoghi concepiti per la cultura! La nuova Fondazione Feltrinelli ha aperto i battenti proprio a fianco della storica Porta Volta, ma lambisce anche Corso Como e la sua movida.

Si tratta di una moderna cattedrale che colpisce per la sua architettura azzardata, ma senza dubbio di grande effetto, il cui progetto è stato firmato dallo Studio Internazionale di Architettura Herzog & de Meuron. Questa sede, stretta, lunga e alta, con il suo “tetto” a punta accentuata, è stata concepita per accogliere non solo 250.000 volumi, ma soprattutto persone.

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Le vetrate lasciano entrare molta luce, permettono di vedere l’interno e creano una sensazione di alleggerimento che va in controtendenza rispetto alla struttura portante, realizzata in acciaio e cemento con leggeri sbalzi gettanti sulle facciate. Un movimento simmetrico e preciso che dona regolarità all’insieme, quasi a voler “regalare” al pubblico la visione dell’interno. Se la struttura viene vista di lato, sembra di ammirare due piramidi di vetro, molto suggestive!

Una sfida coraggiosa, realizzata unicamente con capitali privati per donare alla “città laboratorio di idee, uno spazio fruibile e in grado di sviluppare nuovo pensiero critico (cit. Carlo Feltrinelli). L’inaugurazione è stata caratterizzata da lunghe code, ciò significa che i milanesi si sono subito interessati a questo nuovo spazio.

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La Fondazione ha in programma molte attività che dal 13 dicembre hanno caratterizzato questa location. Eventi, musica, performance e letture hanno ispirato cinque sfide per la cittadinanza: partecipazione, confini, sostenibilità, fonti e memoria. Fino al 17 dicembre apre al pubblico le sue porte con ingresso libero e un palinsesto ricchissimo. Interessante è il programma di venerdì 16 (Memory) che è dedicato alla memoria e alle fonti. Dalle 21:00 ci sarà la proiezione in anteprima nazionale del documento Rabin, the last day prodotto da Amos Gitai nel ’90. Nello stesso giorno la Fondazione propone, per la collana “Quaderni”, la pubblicazione digitale Storia e Cinema di Federico Rossin. Sabato 17 (Echoes), ultimo giorno di questa interessante maratona, chiuderà con la performance teatrale di Teho Teardo dal titolo Le retour à la raison con l’accompagnamento delle musiche originali composte per il film di Man Ray “Le retour à la raison”.

Insomma, oltre al bello dell’architettura, magari da osservare davanti ad una buona tazza di thé, vi consigliamo di restare sempre aggiornati sugli eventi e sulle presentazioni, così da assaporare ancora meglio questo magnifico nuovo spazio all’avanguardia tutto dedicato alla città meneghina.

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