Arte

Fondazione Prada raddoppia

Luca Siniscalco
9 maggio 2015
Photo: Bas Princen

Photo: Bas Princen

Oggi, sabato 9 maggio 2015, è una data importate per lo sviluppo storico del connubio fra arte e moda. Un rapporto complesso e affascinante, ricco di idee e contraddizioni sullo sfondo di un orizzonte in permanente evoluzione. É nell’odierna data, infatti, che apre al pubblico la nuova sede della Fondazione Prada a Milano, destinata ad affiancare l’ormai storico spazio di Venezia, situato nel palazzo settecentesco di Ca’ Corner della Regina. A presentare la sede milanese sono intervenuti in una conferenza stampa del 2 maggio figure di spicco: Patrizio Bertelli, Rem Koolhaas, Salvatore Settis, Germano Celant e Astrid Welter. La conferenza stampa, introdotta dal Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, ha offerto uno sguardo d’insieme al progetto architettonico sviluppato dallo studio OMA, guidato da Rem Koolhaas.

Photo: Attilio Maranzano

Photo: Attilio Maranzano

Quest’ultimo ha combinato sette edifici preesistenti e tre nuove costruzioni (Podium, Cinema e Torre) per segnare un dialogo nella differenza fra la dimensione della conservazione architettonica e quella dell’innovazione estetica. Molto chiaramente si è espresso in merito lo stesso Koolhass: “Vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso: questi contrasti stabiliscono la varietà di opposizioni che descrive la natura della nuova Fondazione. Introducendo numerose variabili spaziali, la complessità del progetto architettonico contribuisce allo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in costante evoluzione, nella quale sia l’arte che l’architettura trarranno beneficio dalle loro reciproche sfide”. Una struttura architettonica, dunque, intesa coerentemente rispetto all’indirizzo pluralistico assunto dalla Fondazione: sostenere un dialogo fra i più svariati ambiti del sapere – dalla letteratura al cinema, dall’arte alla filosofia, dalla musica alla scienza – per creare inedite risonanze e intersezioni culturali. Una sfida, questa, per una cultura che allo specialismo, talvolta infruttuoso e solipsistico, sempre più tende. Una sfida che è politica nell’intenzione di stimolare la comunità civile e che è geograficamente trasversale nella polarità Milano-Venezia. Così, se a Milano vengono presentati tre diversi progetti espositivi che utilizzano la Collezione Prada come strumento d’indagine e ricerca – “An Introduction” (9 maggio 2015 – 10 gennaio 2016), mostra nata da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant, “In Part” (9 maggio – 31 ottobre 2015), a cura di Nicholas Cullinan, “Trittico” una strategia espositiva dinamica concepita dal Thought Council (Shumon Basar, Nicholas Cullinan, Cédric Libert) –, a Venezia il focus è rappresentato dall’esposizione “Portable Classic” (9 maggio – 13 settembre 2015).

Photo: Attilio Maranzano

Photo: Attilio Maranzano

Numerose, infine, le iniziative collaterali: si basti citare il progetto cinematografico “Roman Polansky: My Inspirations”, le attività educative dell’Accademia dei bambini, a cura di Giannetta Ottilia Latis, e l’affascinante Bar Luce, ideato dal regista americano Wes Andrson, collocato nell’edificio d’entrata della sede milanese.


Potrebbe interessarti anche