Advertisement
Motori

Formula Uno: uno spettacolo ancora indefinito

Davide Stefano
18 marzo 2014

f1_australia

É partita domenica, direttamente dall’ Australia, la nuova stagione di Formula Uno.

Un campionato completamente nuovo, dalle regole ai motori, che numerosi cronisti giudicano poco convincente; certamente lo spettacolo è comunque assicurato, ma solo per l’incertezza degli eventi che si possono verificare sotto un profilo tecnico e in virtù delle decisioni dei giudici FIA, sicuramente non per l’emergere della bravura dei piloti.

Nico Rosberg si aggiudica da dominatore il primo Gran Premio della stagione. Il tedesco, infatti, prende la testa della corsa nei primi giri e mette in scena una gara solitaria, accumulando ad ogni giro dei secondi di vantaggio sugli avversari. La Mercedes conferma le impressioni della vigilia e si dimostra la scuderia da battere; sorprende tutti il rookie della McLaren, Kevin Magnussen, che nella gara di esordio in Formula Uno riesce a salire sul podio. Le Ferrari chiudono invece con il quarto posto di Alonso e il settimo di Raikkonen. Tra i delusi della giornata vanno inseriti sicuramente Hamilton e Vettel, entrambi costretti al ritiro dopo pochi giri. Sfortunato invece Felipe Massa, che è stato centrato in pieno da Kobayashi alla prima curva.

Il vero colpo di scena è tuttavia la squalifica del nuovo pilota della Red Bull, Daniel Ricciardo: costui è stato infatti squalificato per consumo eccessivo di carburante. Il pilota della Red Bull, dunque, scende dal podio del Gp d’Australia e alle sue spalle avanzano gli altri piloti sopra citati. Sembra un semplice malinteso, invece vi è il mancato rispetto di un principio importante: secondo il nuovo regolamento non possono essere utilizzati più di 100 kg di carburante, una regola creata proprio per diminuire i consumi. La Red Bull è pronta a impugnare questa decisione e a dimostrare «l’inconsistenza» dei metodi di rilevamento della Federazione Internazionale.

Insomma, un campionato che promette più spettacolo fuori dalla pista che al suo interno.

Davide Stefano


Potrebbe interessarti anche