Green

Fuga dalla città: il fascino eco-chic dell’Hotellerie de Mascognaz

Alessandra Buscemi
24 febbraio 2017

Immaginate una valle incastonata tra le Alpi, con un torrente che la divide in due, un luogo silenzioso e di pace, lontano da auto e frastuono, un cielo blu, un manto nevoso che brilla al sole, un piccolo gruppo di chalet di legno e pietra. Siamo all’Hotellerie de Mascognaz, piccolo hotel diffuso e immerso nella natura che sorge nell’antico villaggio walser seicentesco di Mascognaz, in Val D’Ayas, nel cuore della Val D’Aosta, a circa due ore di auto da Milano.

Un angolo eco e sostenibile, anche perché raggiungibile solo a piedi o con il defender vintage messo a disposizione dall’hotel e con le motoslitte d’inverno. Green anche grazie al suo orto ad alta quota e alle attività che riducono gli sprechi.

Qui accade la magia, il tempo si ferma e davvero ci si può dedicare a se stessi e al proprio benessere, lontani dalla velocità della città: le passeggiate nei boschi con la guida naturalistica rivelano una ricchezza inimmaginabile di flora e fauna e permettono di apprezzare l’aria pura e il silenzio, la SPA è resa unica dalla vetrata da cui ammirare la luce del tramonto sul Monterosa, la cucina è deliziosa e riprende le tradizioni locali e i piatti piemontesi e valdostani, evitando lo spreco e utilizzando le primizie dell’orto ad alta quota annesso all’hotel.

Il pane lievitato naturalmente e le torte vengono sfornate quotidianamente, mentre una volta all’anno, in occasione della festa patronale del piccolo villaggio, viene utilizzato l’antichissimo e gigantesco forno (ci vogliono 5 giorni solo per portarlo a temperatura) che serviva tutti gli abitanti nei secoli passati, quando il pane in alta montagna veniva prodotto due volte all’anno e bastava per tutte le stagioni.

Gli chalet prendono il nome di “stadel” e sono edifici che poggiano su colonne a forma di fungo con il gambo in legno ed il cappello costituito da un grande disco di pietra, che serviva ad isolare il fienile dall’umidità e dai roditori. Rappresentano la traccia architettonica dei Walser, popolazione di origine germanica che arrivò in queste valli alla fine del Medio Evo.

Oggi gli chalet sono stati ristrutturati, mantenendo i materiali originari: il fascino del legno antico incontra il velluto bordeaux e i tessili tradizionali della Val D’Aosta, un grande camino riscalda lo chalet che ospita la sala lettura e altri spazi comuni. In meno di un quarto d’ora si possono raggiungere gli impianti sciistici del Monterosa ski, ma sono anche imperdibili le passeggiate invernali con le ciaspole tra boschi e laghi alpini ghiacciati.

Una pepita, che quasi viene voglia di tenersela solo per se, una fuga elegante in una delle valli più belle d’Europa dal punto di vista naturalistico, un’esperienza che appaga tutti i sensi e lascia un ricordo unico.


Potrebbe interessarti anche