Fuori cornice

Fuori cornice #06: Hsiao Chin, un artista in viaggio tra Oriente e Occidente

staff
5 febbraio 2013

“Grande Hon – La grandezza”, 2012, acrilico su carta

 

Questa volta “in cornice” ci stanno eccome. Sono le opere su carta dell’artista cinese Hsiao Chin, in mostra a Milano alla Fondazione Marconi sino al 9 marzo.
Nato a Shanghai nel 1935, Hsiao a Milano é di casa, e da parecchio tempo.
Dopo aver vinto una borsa di studio che lo porta da Taipei a Barcellona e da qui in Italia, arriva a Milano nel 1959, dove incontra Gabriele Mazzotta – che di lì a poco avrebbe fondato la sua casa editrice – e a cui vende i suoi primi lavori.
Nel 1961 Carlo Grossetti gli organizza una mostra ed è Grossetti stesso che indirizza Hsiao Chin, che non dispone di mezzi per incorniciare le sue carte, dal gallerista Giorgio Marconi per proporre un cambio cornici/opere.
Da quel momento Marconi stabilirà con l’artista un rapporto che dura sino ai nostri giorni.
A Milano gli anni Sessanta sono quelli del fermento delle avanguardie artistiche.  Hsiao Chin incontra Lucio Fontana e Piero Manzoni e non è difficile immaginarli insieme al bar Giamaica. L’artista assorbe la cultura occidentale e le idee che andavano germogliando, ma compie questo processo senza dimenticare gli insegnamenti del Taoismo.
Le gouaches e gli acquarelli su carta di riso in mostra al secondo piano della Fondazione sono proprio di questi anni. Sono opere dominate da figure geometriche – il cerchio quale simbolo di perfezione, il triangolo come ascensione spirituale e il quadrato, forma grezza ma in evoluzione – e da colori brillanti, spesso in netto contrasto tra loro, ma accostati in modo tale da “vibrare” insieme, secondo un concetto che si avvicina molto a quello della risonanza musicale.

“Quattro forze”, 1962, acquarello su carta

 

Alla serie “solare” appartengono alcune carte realizzate tra il 1965 e il 1966, anni in cui Hsiao lavora rappresentando dei raggi che si irradiano sulla superficie dell’opera quasi fossero quelli del sole, in una personale rielaborazione della filosofia Ch’an che vede in armonia Uomo e Universo.

“Raggi e sole”, 1963, acquarello su carta

 

Al primo piano si trovano otto carte monumentali realizzate appositamente per l’occasione. Grandi spazi bianchi occupati da vigorose pennellate che si dispongono secondo linee sinuose ma precise, proprie della pratica calligrafica di matrice orientale, in cui ancora una volta a far da padrone è il colore.

“Grande Lu – La grande abbondanza”, 2012, acrilico su carta

 

Il consiglio: dopo la visita alla Fondazione, recatevi allo Studio Marconi ’65, al civico 17. Troverete una scelta di multipli e una collezione di raku – la tecnica orientale utilizzata per la realizzazione delle ceramiche. Si racconta che sia stato Piero Manzoni a iniziare Hsiao alla lavorazione della ceramica, portandolo con una Lambretta scassata ad Albissola, patria delle ceramiche d’arte.

“Senza titolo”, 1961, piatto in terracotta

 

Fondazione Marconi
Hsiao Chin. L’inizio del viaggio…opere su carta 1960-1965
Il viaggio continua…opere su carta 2012
Via Tadino 15 – Milano
Fino al 9 marzo

Cristina Romanenghi

Da piccola sfogliava i libri d’arte del padre, da grande é riuscita nel difficile esercizio di far coincidere passione e professione diventando socia di una storica galleria milanese.