Cinema

Furti sotto lo sguardo di Sofia Coppola

Giorgio Raulli
27 settembre 2013

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Sam (Taissa Farminga), Rebecca (Katie Chang), Nicki (Emma Watson), Laurie (Leslie Mann) e Mark (Israel Broussard) sono degli adolescenti viziati e affamati di notorietà che, tra il 2008 e il 2009, si sono resi colpevoli di numerosi furti nelle ville di moltissimi divi dello spettacolo a Los Angeles, per un valore complessivo di tre milioni di dollari. Questo è Bling Ring, storia basata su un reale caso di cronaca già materiale d’interesse per un nutrito articolo dell’edizione americana di Vanity Fair.

Film Review The Bling Ring

Dopo Somewhere, Sofia Coppola continua ad esplorare le psicologie e gli angoli più remoti dello show business, insistendo ancora di più che in passato su una regia quasi invisibile ma attenta si dettagli, con una certa freddezza e un ritmo lento: soprattutto nella recidività dei furti, la regista ci mostra questi avvenimenti come scene ripetute all’infinito, svuotando completamente l’azione dei protagonisti da ogni intento, seppur criminoso, o passione, trasformandoli in manichini mossi solo dalla loro vanità. Quello che la Coppola cerca di nascondere abilmente, ma che viene fuori in ogni caso, è il suo giudizio esistenziale, quasi filosofico più che moralistico, sulla società dell’apparenza d’oggi, mostrandoci una Los Angeles nel più feroce stereotipo negativo.

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Non mancano ovviamente le scene reali tratte da telegiornali e da interviste a talkshow, che per un’interessante scelta della regista, sono le uniche a portare avanti la narrazione degli avvenimenti, permettendoci così di restare ancorati al mondo reale: quello che infatti accade guardando le scene “finte”, quelle recitate e romanzate del film vero e proprio, è di ritrovarsi alienati in una sfera ovattata e anche un po’ nauseante fatta di manie, lustrini e Linsday Lohan; questo contrasto tra reale e irreale, tra finto e vero può dirsi un’importante chiave di lettura di questa pellicola.

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In definitiva Bling Ring si presenta al pubblico con un certo fascino e un’idea interessante su un tema affrontato molte volte non solo dalla Coppola, che in ogni caso lascia indelebile la sua firma anche in questa pellicola.

Giorgio Raulli


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