Il mio punto di vista

Non solo Moda

Gabriella Magnoni Dompé
1 ottobre 2015

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Già dal primo giorno della Fashion week ho capito che il triangolo della moda non è più un triangolo, ha un’altra forma: quella di una nuova policentrica Milano. La nostra città si cambia d’abito con la velocità fulminea di una modella, tra piazza Gae Aulenti e le location storiche, un mix di brand emergenti e di salda tradizione del made in Italy.
Al di là dei singoli eventi, inviti blindati, sfilate o red carpet, la moda non è più solo esclusiva ma inclusiva: c’è stato un fermento generale, una voglia di festeggiare e accogliere. L’intera città sembrava una passerella: il cerchietto della blogger, il rossetto rosso acceso, il tacco alto super vertiginoso che sfida i marciapiedi sconnessi di Milano, tutto in pieno giorno. Un make up da star per una Milano che si fa primadonna di Moda.
Mi sono molto applicata e ho voluto essere curiosa, ho voluto conoscere la pura novità della giovane Cina all’Arengario e al The Mall con La Koradior, splendidi incontri con la nostra storicità. E ho creduto nella validità del puro tradizionale made in Italy con uno strepitoso Ferragamo, dove il pre sfilata è stata un’occasione di ritrovo per i poteri forti italiani.

Una moda e un’Italia che mi piacciono, coronate dal rientro di un marchio storico dei puri anni ottanta: sto parlando dell’apertura del primo flag ship store di Chiara Boni, reduce dal successo sold out negli Stati Uniti.

Spesso succede così in Italia per i veri talenti, dobbiamo sfondare all’estero per essere apprezzati nel nostro Paese. La signora Pennetta lo sa.

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