“Genitore 1” e “genitore 2” al posto di “padre” e “madre”: torna a far discutere la decisione del liceo Mamiani

Maria Stella Gariboldi
17 novembre 2013

liceo_mamiani

“Padre” e “madre” lasciano al posto a “genitore 1” e “genitore 2”, almeno sui libretti scolastici. La decisione del liceo Mamiani di Roma fa discutere, dopo che proposte a favore del cambiamento sono state avanzate anche nei comuni di Bologna e Venezia (ricevendo, in quest’ultimo caso, anche il sostengo del ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge).

Da settembre 2012, infatti, la preside del liceo Tiziana Sallusti ha provveduto a modificare i libretti delle giustificazioni, in cui lo spazio riservato alle firme vede sostituita la dicitura tradizionale con la nuova, che recita “firma del genitore 1” e del “genitore 2”. Una decisione che la preside ritiene perfettamente naturale: “Bisogna essere pratici e adeguarsi ai cambiamenti. – commenta – In una società in cui sono sempre più le famiglie allargate o ricomposte non ho visto nulla di strano in questa dicitura”.

Bisticcio verbale o idea rivoluzionaria? La novità non ha di certo lasciato indifferenti.

A salutare con entusiasmo la scelta del Mamiani è Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che vede nella novità un importante segnale per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti civili della comunità omosessuale. “La decisione è molto positiva e va nella direzione giusta anche per non discriminare i genitori gay e lesbiche”, commenta, augurandosi che anche altre scuole italiane seguano l’esempio del liceo. Proposta, quest’ultima, avanzata anche da Imma Battaglia di Sel, secondo cui la preside “è rimasta in ascolto del processo evolutivo delle famiglie ed è stata capace di adeguarsi e accogliere le istanze del contesto sociale in perenne mutamento”.

Ostili alla decisione, invece, oltre agli esponenti della Chiesa, alcuni rappresentanti del centrodestra: Sveva Belviso, capogruppo del Pdl al Comune di Roma, la definisce una “carnevalata arrivata in anticipo sulla stagione”, aggiungendo: “per me e la stragrande parte degli italiani e dei romani le parole madre e padre sono intoccabili”. Della stessa opinione anche l’ex sindaco Gianni Alemanno e Federico Iadicicco e Fabio Rampelli di Fdi, secondo cui “annullare la denominazione padre e madre non è un fatto burocratico ma mina alle radici la struttura identitaria della persona”.

Maria Stella Gariboldi