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Geotermia: Europa e Italia ai blocchi di partenza

Marco Pupeschi
3 aprile 2015

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È stata una forte delusione scoprire che ad oggi la quota di mercato a livello europeo della geotermia è pari ad uno 0.2%, lo afferma il Centro comune di ricerca della Commissione Europea. Il disappunto è grande perché il potenziale per l’utilizzo della geotermia come fonte energetica rinnovabile, nel mondo e in Europa, è molto ampio.

Secondo Centro comune di ricerca della Commissione Europea nei prossimi cinque anni la produzione annua di energia geotermica nell’UE dovrebbe raddoppiare, sia per l’utilizzo di pompe di calore geotermico per il riscaldamento delle case (anche detti a bassa entalpia) sia per i veri e propri impiati geotermici che producono energia elettrica (anche detti ad alta entalpia). Attualmente nel mondo, grazie alla geotermia elettrica, si risparmiano più di centomila barili di petrolio all’anno.

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E in Italia? Per la verità il primo impianto industriale al mondo per l’utilizzo dell’energia geotermica è nato proprio in Toscana, a Larderello: il know-how a disposizione in Italia esiste ed è prezioso. Qualora le condizioni normative consentissero di sfruttare appieno il potenziale esistente, gli occupati attuali nel comparto dell’energia geotermica in Italia potrebbero decuplicare.

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Secondo le associazioni di categoria potremmo facilmente passare dai tremila addetti del settore geotermico impiegati oggi a quasi trentamila…e questo senza considerare l’indotto.

Sono numeri importanti: non a caso il governo italiano ha recentemente riconosciuto la geotermia come fonte strategica di interesse nazionale. Può sembrare ben poco, ma è abbastanza per mettere in moto circolo virtuoso di industrializzazione ecologica.


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