Psicologia

Gestire l’ansia da controllo in 6 passi

Lucia Giovannini
18 settembre 2014

Lucia Giovannini credits foto Stefano Martinelli

C’è chi entra in crisi per un oggetto lasciato fuori posto, una penna che non si trova o chi non va a letto finché non ha concluso tutte le faccende domestiche.
Accade più spesso di quanto pensiamo ed è definita ansia da controllo. Quando perdiamo il contatto con noi stessi e la nostra fonte di amore, cerchiamo di controllare il mondo esterno.
È come se provassimo a mantenere sotto controllo i moti dell’anima esercitando un controllo sull’ambiente intorno a noi.
Questo è il comportamento tipico del sorvegliante, una trappola comportamentale in cui cadiamo frequentemente e che ho descritto in Libera la Tua Vita.
Pensiamo a fuggire davanti a situazioni che percepiamo come “pericolose”, che si tratti di una nuova relazione, una persona, un lavoro o qualsiasi altra cosa che ci possa esporre alle critiche.
Non ci attacchiamo a situazioni o persone che non possiamo controllare perché queste potrebbero allontanarci e ferirci. Oppure procrastiniamo: prima di agire, dobbiamo acquisire tutte le informazioni possibili e aspettiamo a fare qualsiasi mossa fino a che non ci sentiamo al sicuro.
Ma saremo mai in grado di entrare in possesso di tutte le informazioni?
L’ansia da controllo influisce, ha un impatto fortemente negativo sulla nostra vita: non ci diamo il permesso di abbracciare pienamente le emozioni e i cambiamenti e finiamo per vivere con il freno a mano tirato.

Ma vogliamo veramente vivere così? Ecco allora come gestire l’ansia da controllo in 6 passi.

1. Lascia andare il bisogno di perfezione
Il bisogno di perfezione nasce dall’insicurezza. Crediamo che per essere amati ed accettati non dobbiamo fare errori e così alziamo l’asticella a livelli impossibili.
Un conto è mirare all’eccellenza, un altro è pretendere la perfezione. Come scrivo in Mi Merito il Meglio, l’eccellenza è il traguardo, non la perfezione! Quando tendiamo al perfezionismo ci sentiamo male se non riusciamo a raggiungere il nostro standard e poi colpevolizziamo noi stessi o gli altri. Tendere all’eccellenzasignifica invece cercare di dare il meglio di noi perché vogliamo farlo, non perché dobbiamo essere perfetti. Eccellenza significa cercare di essere meglio, di fare meglio ed è un viaggio che dura tutta la vita.

2. Smettila di pre-occuparti
Pre-occuparsi delle cose è un dispendio di energie inutile. Che senso ha, infatti, occupare la mente con pensieri negativi su qualcosa che non si è ancora verificato e che anche se accadesse è fuori dalla nostra zona di potere? Quando ti senti preoccupata/o o nervosa/o, fai 5 respiri profondi e immagina che queste emozioni escano con l’espirazione e che calma, pace e serenità entrino con l’inspirazione.

3. Usa la tua zona di potere
Esistono due aree ben definite in cui ci muoviamo. Come scrivo in Tutta un’Altra Vita vi è una zona che è in nostro totale potere e una che riguarda tutto ciò che ci è estraneo, indipendente dalla nostra volontà, fuori dalla nostra sfera diretta di influenza. La zona di potere è fatta dai nostri pensieri, dalle nostre emozioni, parole e azioni. A prescindere dalla situazione esterna, infatti, siamo sempre noi a scegliere cosa pensare, come sentirci, come parlare e agire. Questa è l’unica zona che possiamo controllare.Indipendentemente dal motivo per cui sentiamo il bisogno di tenere tutto sotto controllo, quando teniamo a mente le due aree in cui ci muoviamo e accettiamo di non poter tenere tutto sotto controllo, pian piano scopriamo che le nostre ansie si dissipano. È proprio il lasciarci andare che ci insegna che siamo comunque al sicuro.

4. Riconosci le tue emozioni
A volte il bisogno di controllo nasce da traumi vissuti in passato e non ancora superati. Un’emozione è ancorata a una situazione vissuta negativamente che tentiamo di ignorare o respingere poiché percepita come pericolosa. Quando abbiamo un dolore emotivo, tendiamo a contrarci per evitare di ferirci ulteriormente, ma questo ci impedisce l’espansione e la gioia. Prendere atto di una situazione e di quello che abbiamo provato, riconoscere e accettare gli errori che abbiamo fatto, ci permette di imparare la lezione che la vita ci stava offrendo in quel momento.

5. Prova gli esercizi antivergogna e antiperfezionismo
Per mandare in tilt il drago del perfezionismo che è in noi, può essere utile provare alcuni esercizi tratti sempre da Libera la Tua Vita:
– Apparecchia la tavola con i piatti di due servizi diversi.
– Vai in stazione e acquista il biglietto per il primo treno che parte, senza conoscere la destinazione.
– Prendi una scatola di fiammiferi e per mezz’ora togli i fiammiferi dalla scatola e rimettili dentro (sentirai che stai sprecando tempo e questo manda in tilt il drago del perfezionismo perché ogni minuto deve essere finalizzato a perfezionare qualche obiettivo).
– Sbaglia strada per andare al lavoro.

6. Introduci delle nuove abitudini
Quando scegliamo di cambiare e introduciamo delle nuove abitudini comunichiamo al nostro inconscio che siamo aperti al cambiamento. Lasciamo la zona di comfort (o meglio di discomfort, fatta dalle catene che ci mettiamo addosso) per abbracciare la zona di libertà e nuove possibilità.
Prova per tre giorni a cambiare strada per andare al lavoro, lavarti i denti con la mano sinistra, cambiare posto a tavola o fare una colazione diversa dal solito.
Facendo questo, allargherai il tuo perimetro di sicurezza scoprendo anche nuove passioni, nuove capacità e nuovi modi di vivere. E finalmente potrai creare nuove abitudini più funzionali.

Esercizio di chiusura per i lettori di Luuk Magazine: stai nel momento presente e riporta l’attenzione al tuo corpo. L’ansia è prodotta dalla nostra mente che mente portandoci fuori dal momento presente.
Uno dei modi più semplici per gestire ansie e preoccupazioni è portare l’attenzione al nostro corpo e al nostro respiro. Questo ci focalizzerà immediatamente sul momento presente e ci riporterà pace ed equilibrio.

A cura di Barbara Micheletto Spadini
Credits foto Stefano Martinelli


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