Arte

Gianna Tuninetti: una mitopoiesi dei petali

staff
11 febbraio 2012


“Amore e fiori non durano che una primavera.”, Pierre de Ronsard, Sonetti per Elena, 1578

 

Se il parallelismo istituito tra la fugacità dell’eros umano e la brevità del periodo di fioritura primaverile assurge ad emblema poetico di una malinconia costante nell’indole dell’ “umana stirpe”, per dirla con Leopardi, è altresì vero che la natura non cessa di stupirci.
Nel suo sfrenato vitalismo, simbolo di una inesauribile energia creatrice, la flora terrestre genera miracoli stupendi in ogni stagione dell’anno. Compagni di esperienze e di emozioni, i fiori si rivelano spettatori silenziosi di sviluppi storici e culturali in cui hanno rivestito costantemente un ruolo simbolico potentissimo. É nei giardini che i tre grandi monoteismi riscontrano un’impronta materiale della sorte destinata ai beati nell’Aldilà, in quel paradesha che sin dalla lingua sanscrita rimanda all’immagine della “contrada suprema”.
I fiori si dispongono come una dimensione caleidoscopica e proteiforme in cui simbolismo e mito stimolano le corde più profonde della spiritualità umana.
É in questa prospettiva che la mostra “Petali e poesie” rivela Gianna Tuninetti quale eccezionale musa di una dimensione remota e tradizionale inestirpabile dalla natura umana.
L’esposizione presenta settanta acquerelli, in gran parte inediti, accompagnati dalle raffinate poesie di Chicca Morone e Ilaria Gallinaro.
Il fine di narrare sensazioni dialetticamente moderne nella loro antichità si dipana attraverso un doppio filo conduttore: quello della natura che ciclicamente si rinnova e celebra la vita e quello della poesia radicata nell’inconscio collettivo attraverso le immagini del mito.
In questa immagine che è metafora irriducibile di una tensione sussistente fra l’eracliteo eterno ritorno dell’identico e l’irriducibilità degli archetipi junghiani i fiori sono protagonisti tanto nella loro veste simbolico-anagogica, quanto nella loro fulgida bellezza biologica. L’accurata ma originale linea propria dello stile di Gianna Tuninetti determina infatti una rappresentazione naturalistica perfettamente inserita in quella grande tradizione artistica che la pittura botanica è stata capace di costituire. (A questo proposito, si veda il mio precedente articolo).
L’esposizione, aperta al pubblico dal 20 Febbraio al 4 Marzo presso la Galleria Dantesca in piazza Carlo Felice 19 a Torino, sarà arricchita da alcuni incontri in cui Gianna Tuninetti esporrà alcuni elementi della complessa tecnica dell’acquerello mediante cui realizza le proprie opere.
Un’occasione da non perdere per riscoprire un genere pittorico destinato a non tramontare, perlomeno finché il nesso sinora inscindibile che ci congiunge a Gea non verrà spezzato.

 

Luca Siniscalco


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