Letteratura

Gianni Versace – il mito, l’uomo, l’inno alla vita

Virginia Francesca Grassi
2 dicembre 2012


“Che cosa mi ispira? La vita. La pittura. Il cinema, il teatro, la televisione. Gli intellettuali, la gente semplice, i contadini. Tutto mi interessa. Sono un curioso, un onnivoro. Non vorrei morire mai” – Gianni Versace

C’era una volta Gianni Versace, il sarto dell’eccellenza, il genio della creatività, lo sguardo profondo oltre la Moda. C’era una volta l’audace d’avanguardia, il provocatore cosmopolita, l’imprenditore di successo. Ma anche l’uomo timido e riservato, tenacemente legato alle proprie radici calabresi, amante della classicità e delle tradizioni artigianali.
A quindici anni esatti dalla morte, oggi 2 dicembre, giorno in cui avrebbe compiuto 66 anni, Edizioni Lindau celebra questa icona del Novecento con una biografia firmata dal giornalista foggiano Tony di Corcia, ormai alla sua seconda prova che vede come protagonista la figura di Versace – dopo aver scritto nel 2010 “Gianni Versace: lo stilista dal cuore elegante”.
Il volume è corredato da foto inedite dell’album privato e da scatti d’autore, ma soprattutto viene introdotto da una più che eccezionale prefazione di Giorgio Armani, da sempre considerato suo rivale storico. “Una contrapposizione che serviva a spronarci” – scrive lo stilista.
Una storia che ha il sapore della favola – il ragazzo venuto dal sud che si fa strada nella grande Milano, l’apprendistato, il lavoro, la fatica  poi il successo e la nascita di un mito –, una favola che attraversa quel momento irripetibile in cui sboccia il prêt-à-porter italiano e il made in Italy diviene un fenomeno ammirato a livello internazionale. Una favola con i volti di Madonna e Lady Diana, Linda Evangelista e Naomi Campbell, passando per Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Elton John, Maurice Béjart e i molti che sin da subito seppero riconoscere l’originalità inedita delle creazioni del couturier.
Ma anche una grande avventura senza un lieto fine, quando a soli 50 anni venne assassinato nella sua abitazione a Miami Beach. Una tragedia che sconvolse il Mondo: “Con la morte di Versace l’Italia ed il Mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività” dirà in proposito l’amico Franco Zeffirelli.
“Un innovatore, sempre proiettato verso il nuovo, l’avanguardia. – ha dichiarato da Corcia – Il vero Dioniso della moda: non solo per il contenuto spiccatamente sensuale delle sue creazioni, ma perché sapeva accompagnare chi sceglieva i suoi abiti in un processo di trasformazione e metamorfosi. Mi sono divertito ad accostare il messaggio stilistico di Versace al Dioniso descritto da Euripide ne «Le Baccanti»: un dio capace di donare estasi e giovinezza, piacere e forza, protagonista di un culto nuovo, proprio come quello che milioni di clienti riservarono a Versace sin dal suo debutto come stilista. quando penso alla sua gioia di vivere, alla sua fame di conoscenza, alla sua curiosità sconfinata, mi vengono in mente i versi di Majakovskij e penso che anche lui avrebbe potuto dire «Risplendere, risplendere sempre: è la parola d’ordine mia, e del sole»”.

Virginia Grassi

“Gianni Versace – la biografia” di Tony di Corcia, con prefazione di Giorgio Armani, Edizioni Lindau, pp. 304.


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